TweetDeck è stata per diverso tempo una delle app più utilizzate nel pubblicare gli aggiornamenti di stato sui social network. Acquisita da Twitter nel 2011, ha continuato a supportare l’integrazione di Facebook: non ha mai avuto una compatibilità con Google+ perché quest’ultimo è uscito soltanto in seguito. Com’era prevedibile, Twitter ha deciso di ritirare le versioni per Android e iOS a partire da maggio. Sarà presto dismessa anche la variante sul desktop con Adobe AIR e TweetDeck non integrerà più Facebook. Resterà sul web.

È una grave perdita? No, considerando che TweetDeck ha perso il proprio fascino da un paio d’anni a questa parte: l’acquisizione ha avvantaggiato le app ufficiali di Twitter, relegando l’applicazione a un laboratorio sperimentale. Sono convinto che non tarderanno a chiudere pure la versione sul web, praticamente inutile. Le startup non falliscono mai e TweetDeck è l’esempio perfetto, essendo stata riconosciuta come la migliore risorsa di terze parti da Twitter. È interessante, però, valutarne il percorso dalla fondazione a oggi.

La app ha «ballato da sola» dal 2008 al 2011, conquistando il 23% degli utenti di Twitter. Assorbita dalla piattaforma di microblogging, è riuscita a mantenere il proprio marchio fino al 2013. La storia di TweetDeck non è molto diversa da quella di Instagram: chissà che Facebook non decida, un domani, di ritirarla per integrarne le funzionalità sul social network. Qualcosa di simile è in lavorazione da mesi. Tornando a Twitter, il percorso contrario è stato scelto per Vine che ha una struttura a sé. Quanto resterà indipendente?

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