Stamattina avrei dovuto studiare parecchio, invece come al solito mi sono distratto e prendendo in mano il mio Nexus 7 ho notato un’interessantissima storia sul blog di Jeff Rock, che parla di come lui, un power user di Tumblr abbia inserito, per provare il “nuovo”(all’epoca) SDK di iOS, una feature nel suo client che si occupava di tradurre in una timeline a forma di playlist, tutti i brani presenti sulla propria dashboard. Questa funzione si chiama Tumblr Play, e non ha mai visto la luce se non come feature nascosta, sbloccabile tramite una serie di gesti al limite tra la passione per le gesture e il rito satanico: a detta dell’autore e di chi l’ha provata, poteva essere una killer application, e non è mai stata rilasciata come tale.

Di quanto sia soddisfacente usare Tumblr ce ne ha parlato già Silvio Gulizia: le persone vanno orgogliose del loro tumblelog e del materiale che viene pubblicato, anche solo tramite reblog. Stessa cosa mediamente non è vera per una timeline Twitter, o per un profilo Facebook. Quale è il punto? Beh, i punti sono essenzialmente due.

Il primo punto è che le case discografiche detengono forse un po’ troppo potere: Tumblr Play non ha mai visto la luce per paura che Tumblr venisse denunciata in quanto streaming platform senza adeguata licenza. Ma non è tanto questo che mi ha stupito, quando l’essere una piattaforma che ha precorso i tempi già in passato, con la potenzialità per dei servizi che potevano ridurre piattaforme come Spotify in primo luogo e Twitter solo in secondo a meri contenitori. Non è mai stato dato valore a questa potenza di fuoco, ed è un peccato, anche vista la quantità di musicisti che utilizzano Twitter per autopromuoversi e tenersi in contatto con i fan, e che avrebbero potuto fare le stesse cose in una maniera ancora più compenetrante e massiccia attraverso Tumblr.

Mi ha colpito parecchio una frase di Rock sull’accaduto: alla domanda di The Next Web sul perché Tumblr Play non è stata fatta uscire per l’uso di massa, ha risposto Paura, e perché se il tuo main business non è quello di gettare nella confusione un’industria, tu e i tuoi investitori potreste non avere così tanta voglia di rendere pubblica una feature succulenta per gli uffici legali degli altri. C’è un insegnamento però che possiamo trarre, da tutto questo: la concorrenza deve stare attenta. Tumblr è una piattaforma semplicemente perfetta per la condivisione di contenuti “ricchi”, cosa che esula dal solito post, dallo status update. Scritti lunghi, ma soprattutto contenuti come link ben descritti, immagini, musica, fanno la ricchezza di questo social network, ora più che mai, dato che l’attenzione si sta spostando su altre forme di comunicazione sulle quali Facebook, Twitter e altri rimangono sostanzialmente scoperti, e sulle quali invece Tumblr può approfittare di una prontezza innata.

Silvio Gulizia ha già spiegato come funziona Tumblr, io ne sono stato catturato da tempo immemore, ma soprattutto, non vedo perché non dovreste anche voi aprire un vostro piccolo blog, con la potenzialità per condividere anche e soprattutto tantissima musica.

Photo credits: Jeff Rock