Chris Mohney ha annunciato, prima della comunicazione ufficiale, la chiusura di Storyboard: un progetto d’aggregazione dei contenuti mantenuto da Tumblr, la popolare piattaforma di microblogging che idealmente s’inserisce fra Twitter e Blogger o WordPress.com. Storyboard è stato un “esperimento” paragonabile, in dimensioni ridotte, a The Huffington Post. Editoriali redatti da autori di TIME, MTV, ecc. erano affiancati agli interventi degli utenti di Tumblr che proponevano i propri articoli in inglese con la hashtag #storyboard.

D’istanza a New York, la redazione è appena stata congedata e molti dei dipendenti sono costretti a cercare un altro lavoro. Tuttavia, Tumblr definisce «soddisfacente» l’esperienza di Storyboard: è probabile che una parte della tecnologia sia incorporata nella piattaforma principale, ma la chiusura dell’“aggregatore” è indicativa del rapido declino di questa forma editoriale. Storyboard non proponeva della pubblicità, quindi gli introiti hanno inciso relativamente sulla strategia di un’azienda che in genere fatica a monetizzare.

Tumblr ha “sdoganato” i LOLcat e le GIF animate molto prima di I Can Has Cheezburger?, è stata scelta da numerose aziende per pubblicare gli aggiornamenti sullo stato dei servizi e tuttora continua a ispirare la concorrenza su nuove piattaforme. L’esperienza editoriale di Storyboard, però, suggerisce che il web non sia più quel luogo anarcoide dove chiunque con un po’ d’inventiva possa diventare popolare. La crisi dell’editoria cartacea e il maggiore ricorso alla consultazione online delle notizie impongono più professionalità.