Il mantenimento d’una buona reputazione online è, volenti o nolenti, fondamentale: le condivisioni e gli apprezzamenti sui social network identificano chi siete, perciò non dovrebbero essere considerati un banale divertissement. Xerox ha affidato la gestione delle assunzioni a Evolv, una startup che analizza automaticamente i profili dei candidati e li confronta col curriculum vitae ideale del dipendente. Non è la prima azienda a ingegnerizzare le assunzioni e non sarà certo l’ultima. Bisogna per forza regolarsi di conseguenza.

Dovendo esprimere un’opinione, non sono affatto convinto che l’analisi dei big data sia la scelta migliore nella valutazione delle candidature. Il titolo di studio in sé non dice granché del potenziale dipendente e non permette di quantificarne le reali capacità. Un esempio? Gianugo Rabellino, che ho intervistato in marzo, è laureato in giurisprudenza e s’occupa di tutt’altro. Un sistema automatizzato, come quello di Evolv, non avrebbe mai suggerito a Microsoft d’ingaggiarlo per un ruolo tanto importante. Sbagliando, ovviamente.

Le opinioni non contano, però, ed è bene tutelarsi: io ho scelto d’escludere argomenti come la politica e l’attualità dalle conversazioni online, ad esempio. Non ho nulla da nascondere e utilizzo nome e cognome reali in qualunque registrazione sul web, ma ho cambiato spesso account sui social network per avere un controllo totale di quanto pubblico. Sono d’accordo con Eric Schmidt nella difesa del diritto all’oblio. Le fotografie scattate nei club da adolescenti non sono un’ottima presentazione, pure se continuo a frequentarli.

Photo Credit: Ludovic Bertron via Photo Pin (CC)