Le Regioni e le Province dovrebbero essere presto ridimensionate. Dopo quello che è successo nel Lazio, adesso, si sente l’esigenza di portare conti e spese alla luce del sole, ma sul fronte tecnologico tutto tace.

Per ottenere determinati risultati, quelli della trasparenza e della pubblicità dei bilanci per esempio, è necessario dotare le pubbliche amministrazioni di una serie di servizi telematici ed informatici. Lo sanno bene gli esperti che in questi giorni cercano di capire se i buoni propositi governativi trovano riscontro nella realtà.

Il triste resoconto della prima analisi è che neanche chi ha annunciato la “trasparenza in Rete” come la Polverini, poi effettivamente riesce ad averla, visto che la pubblicazione online dei conti della sua lista non è assolutamente indicativa di quel che accade nel partito.

Ci sono delle pagine in rete che parlando delle attività del partito, delle spese varie, di quelle per riunioni e convegni, ma per esempio, non c’è alcuna traccia delle ricevute. Una rivoluzione che a questo punto sembra abbastanza monca per quel che riguarda gli esperti del settore informatico.

C’è da dire che ci sono alcuni movimenti politici, come il Movimento 5 Stelle che fanno della rete il loro punto di forza e molti altri enti e partiti, come la Regione Piemonte che vorrebbero fare della tecnologia uno strumento per il cambiamento della condizione attuale, oppure come la Regione Lombardia già propositiva sul fronte open data.