Si chiama Jusp, è un piccolo aggeggio prodotto in Italia e serve per trasformare un comune smartphone in uno strumento di pagamento professionale, una specie di POS. Rispetto ai suoi antagonisti sembra possa avere in futuro un discreto successo. 

Su quasi tutti i cellulari Jusp può funzionare e, attenzione attenzione, avrà anche una commissione inferiore a quella che si paga usando degli strumenti analoghi come Square e iZettle.

Perché e soprattutto quando è bene avere a disposizione Jusp per pagare prodotti e servizi? Praticamente in ogni acquisto quotidiano perché capita che il POS sia rotto o non funzionante, oppure che ci si trovi a passare da un mercato, una fiera, uno di quei posti in cui si può comprare soltanto in contanti.

Non se con voi avete uno di questi strumenti che possono trasformare lo smartphone in bancomat. In realtà dovrebbero averlo i commercianti e in giro ci sono almeno due prototipi interessanti: Square ed iZettle. Adesso è arrivato anche Jusp.

E non ha fatto molta strada visto che è un prodotto made in Italy. E’ un POS, non un card reader ed è adatto alla “lettura” di carte di credito e bancomat. Fisicamente si presenta come un tastierino numerico esteticamente non bello.

Non si capisce però quanto costa.