La divulgazione dell’esistenza di PRISM ha generato una serie di reazioni, non tutte positive, negli utenti del web. Come prevedibile, è iniziata la ricerca dell’anonimato — che su internet rappresenta una condizione pressoché irraggiungibile. Una delle risposte alle esigenze dei naviganti è TorSearch, un motore di ricerca che ambisce a indicizzare i contenuti protetti dai relay di Tor: un servizio basato sui proxy per tutelare la privacy degli utenti che navigano sul web, occultando informazioni come la provenienza geografica.

PRISM ha portato all’aumento delle ricerche effettuate su DuckDuckGo, un motore che adotta il Do Not Track (DNT) e non effettua la profilazione degli utenti: TorSearch è qualcosa di diverso, nonostante condivida le principali caratteristiche coi motori più popolari. Dal punto di vista tecnico, utilizza Apache Solr per indicizzare i domini .onion generati da chi ospita dei siti sulla rete di Tor. Non sono pagine raggiungibili da indirizzi standard… e puntano a server che potrebbero essere utilizzati per degli scopi non ortodossi.

Nella migliore delle ipotesi, insomma, TorSearch indicizza quei contenuti multimediali scambiati illegalmente a dispetto delle norme sul diritto d’autore — ma non è efficace come The Pirate Bay. Quella del warez è una pratica diffusa, benché deprecata dagli stessi manutentori di Tor, fra gli utenti del relay: più che indicizzare il web “nascosto”, TorSearch vorrebbe esporre ciò che dovrebbe essere occultato ai motori di ricerca. Un consiglio? Non utilizzatelo. È una risorsa inutile, che potrebbe indurre a scaricare dei malware.