La pirateria sembra il male del secolo tanto da oscurare i vantaggi espressi nella condivisione delle idee che ha generato la fortuna di tanti strumenti, quali ad esempio i social network.

Ma la pirateria informatica ne sa una più del diavolo ed è già pronto l’antidoto alla magistratura.

A svelarlo è la rivista specializzata TorrentFreak. Il sito Btjunkie è stato oscurato e con esso sono stati messi fuori legge tutti i proxy che garantivano l’accesso a questo enorme database.

Ovviamente nel mirino della giustizia non è finito il P2P, anzidetto pear to pear, ma il diritto d’autore.

Non è reato infatti condividere materiale proprio, ma sharare con amici e sconosciuti materiale coperto da diritti d’autore, quello sì, può garantire qualche problemino con la giustizia.

Dov’è allora l’escamotage?

Nell’espediente tecnico, per esempio l’accesso a BtJunkie tramite Opera più Opera Turbo e TOR + foxyproxy.

Oppure, esiste una seconda opportunità: accedere al sito illegale tramite Google Apps. La magistratura ha infatti bloccato due Isp: Fastweb e Ngi, ma non si sa quanto la polizia sarà capace di bloccare anche gli indirizzi IP di Google.

I due Isp citati, ad onor di cronaca, ricordiamo che sono stati accusati di favoreggiamento della pirateria e l’accusa è stata mossa dalla procura di Cagliari.