Gli amministratori di Tor hanno annunciato che il network è stato preso di mira dagli hacker, già all’inizio del mese scorso, e che l’anonimato degli utenti potrebbe essere stato compromesso: qualcuno (non è ancora chiaro chi) avrebbe manomesso i relay che permettono di nascondere la propria identità su internet, recuperando le informazioni sugli individui connessi e rendendo del tutto inefficaci i proxy. Una situazione difficile che sarà affrontata creando nuovi punti d’accesso sicuri e chiudendo gli eventuali bug riscontrati.

L’obiettivo degli hacker non sarebbe l’utente-medio di Tor, quanto la rete di servizi che s’appoggia a The Onion Router per la cosiddetta darknet: è una internet “nascosta”, attraverso la quale divulgare segreti di stato come quelli svelati da Edward Snowden con Tails [vedi gallery], ma che è anche sfruttata dai criminali per i traffici illeciti. Nonostante il target non siano gli utenti comuni, chiunque fosse passato per un relay compromesso avrebbe erroneamente pensato di navigare nell’anonimato — senza averne alcuna certezza.

È lecito pensare che dietro all’operazione possano esserci i servizi segreti, perché gli hidden service colpiti dagli hacker difficilmente interessano la censura governativa come quella della Turchia che i cittadini hanno aggirato con Tor. Che sia stata proprio la NSA, dopo anni d’idillio negli Stati Uniti — dove il ricorso a The Onion Router era promosso in nome della democrazia in Cina? Ora la priorità degli amministratori del servizio è quella di ripristinare il funzionamento dei relay, prima d’indicare delle responsabilità.

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