Lara Croft è senza dubbio il personaggio femminile più amato e conosciuto dell’universo videoludico, vero e proprio araldo del medium negli ultimi vent’anni. Dopo una saga decennale densa e ricca di successi – ma anche di alcuni tonfi – il marchio Tomb Raider aveva bisogno di rinfrescarsi e cercare una nuova strada. La coppia Square Enix e Crystal Dynamics ha iniziato il nuovo corso ad aprile dello scorso anno con l’ottimo reboot della saga, rilasciato su PlayStation 3, Xbox 360 e PC e denominato semplicemente Tomb Raider. Ora il gioco – con il sottotitolo Definitive Edition – arriva anche sulle console di nuova generazione Xbox One e PlayStation 4.

Trattandosi di un nuovo inizio, in Tomb Raider non esiste alcun legame narrativo con il passato. Protagonista del gioco è una Lara poco più che adolescente, ancora inesperta ed insicura, completamente differente dalla maliziosa e risoluta archeologa vista in passato. La bella profanatrice di tombe si troverà ben presto naufraga su un’isola sconosciuta, dove, in nome della sopravvivenza, tirerà fuori tutto il coraggio fino ad allora sopito. Le situazioni di pericolo che puntellano il dipanarsi dell’avventura saranno quindi l’inchiostro per tratteggiare il profilo psicologico di Lara, che nel proseguo della storia subirà una forte maturazione. A causa della mancanza di personaggi carismatici e ben caratterizzati o di una sceneggiatura non particolarmente spumeggiante, la spinta narrativa ed emozionale di questo Tomb Raider è un po’ debole, soprattutto se paragonata all’epicità della serie Uncharted.

Per quanto riguarda la componente ludica, Tomb Raider presenta una matrice action molto evidente. Durante le varie peripezie, la bella archeologa sarà infatti coinvolta in concitate sparatorie armata di tutto punto: Lara può disporre di una pistola, un fucile a pompa, una mitragliatrice e un arco, quest’ultimo fondamentale per agire in modalità stealth. All’intelaiatura action si aggiungono numerose sequenze di gioco scriptate e spettacolari, sacrosante per mantenere in tensione il ritmo incalzante dell’esperienza che – infatti – non cala mai di intensità.

Ad un approccio action-adventure in puro stile Uncharted (saga influenzata proprio dai vecchi capitoli di Tomb Raider) i ragazzi di Crystal Dynamics hanno voluto però imprimere un maggior senso di libertà all’esperienza di gioco, costruendo attorno a Lara un mondo esplorabile. Durante il corso dell’avventura è infatti possibile perlustrare i meandri dell’isola per trovare tesori nascosti, reliquie, oppure cacciare animali e raccogliere erbe. Il tutto non è fine a se stesso, ma risulta fondamentale per accumulare punti esperienza, che possono poi essere consumati per migliorare le abilità di Lara. Non siamo certamente di fronte ad una struttura profonda e complessa come quella di un GDR, ma comunque utile a trasmettere una velata sensazione di crescita all’esperienza. Interessante anche l’idea di inserire un piccolo sistema di crafting, che consente al giocatore di potenziare le armi attraverso la raccolta di materiale nascosto in alcune casse di legno sparse per la mappa. Tutta questa libertà d’azione viene però limitata da un’esperienza evidentemente story-driven e fortemente lineare e guidata, poco incline dunque alla libera esplorazione.

Tomb Raider Definitive Edition è il medesimo – nonché ottimo – prodotto rilasciato quasi un anno fa, fatta eccezione per la presenza dei DLC pubblicati sinora e di un importante restyling grafico; testimoniato dall’eccezionale modello poligonale di Lara. Purtroppo però la scelta di venderlo a prezzo pieno – visto e considerato che si tratta di un titolo vecchio di un anno – ne limita notevolmente la sua appetibilità. Consigliato quindi soprattutto ai fan della saga, che farebbero di tutto pur di vedere la bella Lara in tutto il suo splendore. Gli altri possono acquistare la versione “old-gen” (per Xbox 360, PS3 e PC) disponibile ad un prezzo decisamente inferiore: circa 20 euro.