Hai appena saputo che Google obbligherà gli OEM a pre-installare il Play Store su tutti i device con Android e, magari, non ti sei ancora ripreso dallo shock. Buone notizie: Samsung – che comunque ha accettato una tregua con Mountain View – ha appena annunciato l’ingresso di quindici nuovi partner nell’associazione che s’occupa del mantenimento di Tizen, il sistema operativo (open source e Linux-based) che è derivato da MeeGo, abbandonato da Nokia. Siamo proprio sicuri che la multinazionale coreana voglia seriamente investirci?

Sai già che Samsung presenterà uno smartphone con Tizen alla MWC 2014 di Barcellona e, contemporaneamente, che tutta l’attenzione della stampa e dei consumatori è sul prossimo Galaxy S5. Ciò dovrebbe bastarti a capire che l’azienda non punterà sul sistema operativo open source come scelta privilegiata: io penso che sia una exit strategy, come si suol dire. Ho imparato in prima persona, avendo dei problemi di salute, che la gestione della crisi è un aspetto fondamentale per il successo. Secondo me Tizen la rappresenta molto bene.

Supponi che Google voglia limitare la diffusione di Android ai Nexus, sulla stessa falsariga di Apple con iOS: Samsung – che deve larga parte della propria fortuna ad Android – sarebbe tagliata fuori, se non per le Google Play Edition dei Galaxy che in Italia non arrivano facilmente. L’ipotesi non è remota, ma neppure dietro l’angolo e promuovere Tizen può servire ad avere una risposta pronta quando ciò dovesse accadere. È una strategia intelligente, che conterrebbe le perdite generate da una chiusura dell’ecosistema di Google.

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