Una bufala, in cui sono incappati molti colleghi italiani: Titcoin dovrebbe essere la moneta virtuale creata da PornHub per pagare mostrando il seno, ma è soltanto un’alternativa a Bitcoin – del tutto simile all’originale – per l’industria pornografica. Niente sessismo, giusto un video creato da un buontempone che ha tradotto il finto meccanismo in una simpatica animazione di due minuti che ha girato per il web. Qualcuno, però, ha pensato che fosse talmente realistico da essere reale. Quel qualcuno è destinato a restare deluso!

Nel filmato, la moneta virtuale è chiamata Titcoins (al plurale) e PornHub appare come ipotetico sponsor dell’iniziativa: i Titcoin, al contrario, funzionano come i Bitcoin al punto da poterne effettuare il mining. David Kay di Porn.com aveva visto nella valuta una possibile soluzione alla crisi del porno e chi ha davvero ideato questo progetto lavora all’integrazione sui maggiori siti per adulti, ma non per convincere le donne a mostrare il seno. Piuttosto, servirà a spingere gli uomini a tornare a pagare del denaro per vederlo.

Come per i Bitcoin, Raspberry Pi [vedi gallery] potrebbe diventare un ottimo portafoglio blindato per i Titcoin: gli sviluppatori hanno appena rilasciato il programma per immagazzinare le monete — ma non hanno ancora spiegato come generarle. Il progetto, in ritardo sulla tabella di marcia iniziale, ha inutilmente stimolato la fantasia dei voyeur che avrebbero voluto essere pagati in natura. Ahimè, dovranno accontentarsi d’acquistare dei video prodotti dai professionisti del porno con un metodo più sicuro della carta di credito.