Passati ormai dieci anni dalla sua ultima apparizione, il ladro più famoso della storia dei videogiochi è tornato sugli scaffali dei negozi con un reboot curato dal publisher Square Enix e da Eidos Montreal, che questa volta ha vestito gli inediti panni dello sviluppatore.

Come per il precedente corso, protagonista delle vicende rimane Garrett, fascinoso e misterioso ladro dal background praticamente sconosciuto e che si imparerà a conoscere nel corso dell’avventura. Disinteressato a tutto ciò che accade attorno a lui e apparentemente apatico, il criptico tagliaborse deciderà in seguito di aiutare gli abitanti della sua città, stretti nella morsa di un despota, un certo Barone dall’identità sconosciuta. Se da un lato la narrazione è solo discreta e manca di emozione anche a causa di personaggi e dialoghi privi di pathos, è invece ottima l’atmosfera steampunk e vittoriana che permea ogni singolo anfratto del mondo di gioco.

Dal punto di vista del gameplay, Thief è uno stealth game tradizionale e allo stesso tempo versatile. In base alla situazioni, infatti, si potrà decidere di sfruttare l’ambiente circostante per superare le guardie, avanzare nell’ombra come un fantasma senza compiere alcuna azione, oppure fare piazza pulita ed eliminare tutte le sentinelle presenti; sempre in maniera furtiva. Purtroppo però, nonostante la potenziale libertà di azione, in molti casi il giocatore si trova a non avere soluzioni alternative e dover agire in maniera guidata. L’unica vera arma a disposizione del giocatore è l’arco, che può essere equipaggiato con frecce incendiarie, asfissianti per addormentare le guardie, con corda per accedere a zone i altrimenti irraggiungibili o acquatiche per spegnere le fonti di luce, il nemico numero di uno di Garrett. Per potersi procurare i vari tipi di dardi sarà necessario avere del denaro, reperibile rubando tutto ciò che si trova per le strade e negli appartamenti, ma anche nei portafogli delle guardie.

L’esperienza di Thief è quella di uno stealth game completo, dalle meccaniche solide e rodate. Mancano però elementi originali o innovativi che gli facciano fare il salto di qualità, e che lo portino allo stesso livello del competitor diretto Dishonored. Chi ama il genere non può fare a meno di acquistare questo titolo, che non sarà il nuovo punto di riferimento ma resta comunque un buon prodotto.