Guida a The GIMP su leo Hi tech: 2345678910

Le immagini e i filmati delle guide sono catturati da Ubuntu, ma le funzionalità di The GIMP sono pressoché identiche su Windows o Mac OS X.

Inauguro questa settimana una mini-rubrica su The GIMP, un programma open source per la manipolazione delle immagini che è disponibile con Windows, Mac OS X e Linux: le guide sono basate su Ubuntu 12.10, ma le funzionalità sono le stesse in qualunque piattaforma. Trovate, in calce, uno screencast dimostrativo. Oggi approcciamo l’interfaccia del programma, mentre da domenica prossima inizieremo a conoscere delle potenzialità più specifiche di The GIMP. Gli utenti di Photoshop non dovrebbero notare enormi differenze nell’aspetto.

Grazie alla modalità a finestra singola, prevista per la versione 2.6 e introdotta a partire dalla 2.8, l’interfaccia di The GIMP è ancora più adatta ai neofiti: i rilasci precedenti potevano destabilizzare i nuovi utenti. Come descritto nel filmato, questa visualizzazione non è quella predefinita e occorre selezionarla nelle preferenze. Superato l’ostacolo iniziale, il posizionamento degli elementi in The GIMP è simile a quello di Photoshop o altri programmi equivalenti. Chi non ne avesse mai utilizzati non incontrerà problemi.

La disposizione degli oggetti è razionale e le icone descrivono da sé il proprio funzionamento. Capisco che molti possano trovare banale e scontata questa prima guida al programma: nelle prossime settimane tratterò degli argomenti più avanzati, a partire dal foto-ritocco, programmati in base al grado di difficoltà. Se nel filmato utilizzo un tono troppo cadenzato è perché il programma per registrare gli screencast ha difficoltà a sincronizzare l’audio che parrebbero irrisolvibili in post-produzione. Mi scuso dell’inconveniente.

Le immagini e i filmati delle guide sono catturati da Ubuntu, ma le funzionalità di The GIMP sono pressoché identiche su Windows o Mac OS X.

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