Guida a The GIMP su leo Hi tech: 123456789

Le immagini e i filmati delle guide sono catturati da Ubuntu, ma le funzionalità di The GIMP sono pressoché identiche su Windows o Mac OS X.

Non c’è molto da vedere, nell’ultimo screencast della mini-rubrica dedicata a The GIMP: avendo già analizzato molte delle funzionalità del programma, ho voluto dare un’opinione sui fork. Le derivate hanno avuto un discreto successo, in passato, ma non sono più mantenute… e in alcuni casi potrebbero addirittura contenere dei malware. L’intento iniziale era proporre una panoramica delle alternative al programma originale, però la situazione che ho riscontrato l’ha impedito. Sconsiglio a tutti di ricorrere a uno tra i fork citati.

L’installazione di Gimphoto è sicura e supporta la Multiple Document Interface (MDI) – esclusa da GIMP 2.6.x – grazie a Gimpad. Cos’è? In pratica, prevede l’avvio d’istanze multiple del programma per lavorare su più documenti contemporaneamente. GIMP 2.8.x, che abbiamo analizzato finora, non ha problemi: le immagini sono suddivise in schede diverse nella finestra principale. Il fork è proposto soltanto in lingua inglese e l’installazione su Linux, che sarebbe prevista, non funziona. È un programma obsoleto e nient’affatto utile.

GimpShop, invece, è risultato essere un malware: non so se dipenda da una manomissione del sito ufficiale, ma ho scaricato e installato la versione originale di The GIMP da un download manager che modifica il motore predefinito su Internet Explorer e installa un’estensione indesiderata. Era uno dei fork più interessanti del programma e dovrebbe essere aggiornato alla versione 2.8.x, però ne sconsiglio il download. Una derivata che vorrei provare? Seashore, che funziona esclusivamente su Mac OS X e migliora l’interfaccia-utente.

Le immagini e i filmati delle guide sono catturati da Ubuntu, ma le funzionalità di The GIMP sono pressoché identiche su Windows o Mac OS X.

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