Guida a The GIMP su leo Hi tech: 1234678910

Le immagini e i filmati delle guide sono catturati da Ubuntu, ma le funzionalità di The GIMP sono pressoché identiche su Windows o Mac OS X.


Oggi, nella mini-rubrica dedicata a The GIMP, consideriamo le sfocature. Alterare la messa a fuoco delle fotografie, infatti, permette d’ottenere degli effetti piuttosto suggestivi. Esistono diversi metodi di sfocatura, ma tutti sono legati alla selezione dei tracciati: possiamo applicare i filtri all’intera immagine o a una selezione, sulla base della modifica che vogliamo apportare. Nello screencast ho mostrato come definire i tracciati, trasformarli in selezioni e applicare le sfocature o altri strumenti… magari, sul colore.

Scegliere quali sfocature utilizzare è, probabilmente, più complicato che applicarle agli scatti. Ritengo che sia fondamentale analizzare la composizione dell’immagine: una scelta comune riguarda l’enfasi sul soggetto in primo piano, “sfocando” ciò che appare sullo sfondo. Altre situazioni potrebbero permettere il ricorso a sfocature di movimento che sottolineino la dinamicità d’un paesaggio. E, ancora, le sfocature consentono di nascondere i volti degli individui che non avessero autorizzato la pubblicazione di loro fotografie.

Insieme alla fusione dei livelli, le sfocature restituiscono degli effetti paragonabili ai filtri di applicazioni come Instagram. Utilizzarle è semplice, ma non impedisce ai professionisti d’ottenere dei risultati d’altissimo livello: il tempo a disposizione e l’abilità dell’utente sono le uniche discriminanti. Certe sfocature particolarmente elaborate possono richiedere risorse elevate, perché non dobbiamo dimenticare che ogni modifica equivale a un processo di computazione. È il caso, ad esempio, delle sfocature di movimento.

Le immagini e i filmati delle guide sono catturati da Ubuntu, ma le funzionalità di The GIMP sono pressoché identiche su Windows o Mac OS X.

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