Guida a The GIMP su leo Hi tech: 1234567910

Le immagini e i filmati delle guide sono catturati da Ubuntu, ma le funzionalità di The GIMP sono pressoché identiche su Windows o Mac OS X.

Oggi, per la consueta mini-rubrica dedicata a The GIMP, impariamo a conoscere Resynthesizer: un plugin che permette di riequilibrare le texture delle fotografie. In realtà, non è tanto un’unica estensione del programma… ma una raccolta. A seconda del sistema operativo o della distribuzione nel caso di Linux, potreste avere più o meno funzioni che dipendono da esso. Tutte le varianti, comunque, includono le caratteristiche mostrate nello screencast. Attenzione, perché la voce corrispondente sul menù è Resynthesize, senza la “r”.

Cosa consente, in pratica, Resynthesizer? Le possibilità sono due: eliminare gli oggetti selezionati dalle fotografie oppure rendere «piastrellabili» le immagini. La traduzione italiana è pessima, ma significa che potete utilizzare i risultati sullo sfondo del desktop oppure nelle pagine web come dei segmenti ripetuti in verticale od orizzontale. La prima feature è stata implementata in Photoshop da un paio d’anni, la seconda è preferibile coi disegni. Rimuovere gli oggetti indesiderati è l’utilizzo primario ed è molto semplice.

Ovviamente, cercando di rimuovere degli elementi dalle fotografie, Resynthesizer risponde meglio con una selezione più accurata e uno sfondo monocromatico. La seconda funzionalità, invece, è molto adatta a design scheuomorfici che prevedano uno sfondo composto da pattern: lo stesso effetto può essere riprodotto, coi disegni, sfruttando gli strumenti predefiniti di The GIMP. Installare Resynthesizer potrebbe sembrare difficile, motivo per cui la settimana prossima spiegherò come aggiungere qualunque plugin o script al programma.

Le immagini e i filmati delle guide sono catturati da Ubuntu, ma le funzionalità di The GIMP sono pressoché identiche su Windows o Mac OS X.

Guida a The GIMP su leo Hi tech: 1234567910