The Getty – la fondazione legata al collezionista d’arte statunitense Jean Paul Getty, da non confondere con Getty Images – ha rilasciato tutte le scansioni dei dipinti conservati nel museo di Los Angeles sotto pubblico dominio. Parliamo di 4.600 immagini liberamente scaricabili e riutilizzabili dal sito della fondazione, che inaugura un Open Content Program da ampliare con la documentazione raccolta negli anni: è un archivio completo, disponibile via internet tra le Open Educational Resource (OER) che sono in costante aumento.

Oltre ai dipinti, la collezione di Getty include manoscritti e scatti fotografici: le scansioni sono pubblicate in alta risoluzione a 800PPI — ideali per una ristampa. Sono particolarmente grato alle OER, perché consentono d’accedere a contenuti educativi che sarebbero potuti restare nella polvere degli archivi museali. Parlando con Gianugo Rabellino, domandavo quale aspetto dell’open source fosse più importante… e alle tre caratteristiche, che già identificavo, aggiungerei proprio le OER. Ovvero, il libero accesso alla cultura.

L’iniziativa di Getty rientra in un ampio programma di “liberazione” degli archivi museali che coinvolge istituzioni da tutto il mondo. Le OER, secondo me, sono una grande conquista di internet: sebbene il Governo arresti l’adozione degli eBook, gli studenti possono accedere sul web a informazioni digitalizzate che provengono da archivi eccezionali — oppure auto-formarsi coi corsi del MIT, ad esempio. Onestamente, non saprei quante università od organizzazioni culturali italiane pubblichino delle OER. Spero siano sempre di più.