Per il racing game innovarsi è più complicato che per altri generi, e gli ultimi esponenti hanno puntato soprattutto sull’ibridazione e una struttura open-world con un pizzico di socialità, vedi DriveClub e Forza Horizon 2. Ad unirsi alla partita è The Crew, l’ MMO racing game prodotto da Ubisoft e sviluppato dai ragazzi di Ivory Tower.

Il gioco di guida della software house francese è ambientato negli Stati Uniti d’America, nazione che è possibile girare in lungo e in largo sia su strada che su sterrato, attraverso boschi e prati. La mappa è uno dei punto di forza di questo prodotto, tanto è vero che per passare da una costa all’altra degli USA ci vorrà circa un’ora di tempo reale. Sullo sfondo di una trama banale e che prende in prestito tutti gli stereotipi possibili della narrativa di Fast and Furios et similia, il giocatore potrà partecipare a differenti gare – suddivise in cinque categorie – e sfide, queste ultime consistono in slalom o percorsi fra porte virtuali e prove di velocità.

Dove l’esperienza The Crew mostra i muscoli e la sua carica innovativa è indubbiamente nel sistema di upgrade, che presenta dinamiche simili alla crescita dell’eroe nei giochi di ruolo. Partecipando alle competizioni e arrivando nelle prime posizioni si ottengono componenti che, se montati, accrescono il livello dell’auto e quindi le prestazioni. Contestualmente, con l’ottenimento di punti esperienza, cresce il livello giocatore, fondamentale per sbloccare nuove gare e potenziamenti. Il giocatore e la sua vettura diventano quindi una cosa sola, e si crea un rapporto pilota-auto mai visto prima d’ora.

Interessante anche il livello di customizzazione estetica, non appariscente e gagliarda come in Need for Speed Underground ma comunque in grado di tenere il giocatore nel garage per diverse ore. Inoltre ogni auto ha una versione base che può essere trasformata in cinque varianti, tante quante le categorie di gare: tuning, off-road, xtreme, raid e pista.

Gli Stati Uniti di Ubisoft presentano una quantità di contenuti esagerata: missioni della campagna ben diversificate – da match classici a fughe dalla polizia fino a veri e propri demolition derby – sfide, oggetti segreti da scovare, concessionarie, gare PvP, gare delle fazioni (gruppi a cui si può unirsi) e la possibilità di creare delle crew di quattro membri. Il modello di guida è assolutamente arcade, senza danni meccanici e con parecchie licenze poetiche, ma il feeling pad alla mano fra una tipologia di mezzo e l’altra e ben diversificato e soddisfacente.

Purtroppo però è proprio nell’aspetto per cui è stato pensato e realizzato che The Crew delude: il multiplayer. In primis, a mancare è la materia prima, ovvero i giocatori. Riuscire a creare Crew o semplicemente affrontare una gara in cooperativa con altri tre piloti virtuali random è praticamente impossibile e, in caso si riuscisse, le partite online sono inficiate da un lag continuo a causa del quale si vedono gli avversari andare a scatti o addirittura scomparire e riapparire più avanti. La nota ancora più grave è che il multiplayer di The Crew non propone nulla di particolare per spingere il giocatore a gareggiare online, che lo farà quindi per puro e semplice spirito di competizione. Confidiamo però che, nel prossimo futuro, Ubisoft rilasci nuovi contenuti pensati per rendere maggiormente appetibile e stimolante l’esperienza multigiocatore.

VOTO: 7.5