Tetris, che oggi festeggia il 30° anniversario dalla sua nascita, è probabilmente il videogioco più popolare del mondo, così famoso da essere apprezzato persino da chiunque non sia troppo avvezzo ai divertimenti tecnologici.

Creato in appena due settimane dall’ingegnere russo Alexey Pajitnov nel 1984, ovvero in piena guerra fredda, il gioco ha avuto una storia piuttosto travagliata. Merito dell’epoca particolare in cui è nato, che tuttavia non ha impedito la rapida diffusione in tutto il mondo, con conseguente proliferazione di versioni differenti per computer e console.

Una delle ragioni della grande fama conquistata da Tetris è stata la meccanica di gioco semplicissima, che si basa sulla creazione di linee orizzontali utilizzando dei mattoni colorati (tetramini) di varie forme che cadono dall’alto a velocità crescente. Hanno contribuito poi musiche estremamente avvincenti – ormai iconica la Danza della fata confetto di Tchaikovsky utilizzata dalla Nintendo (l’edizione per Game Boy è stata di sicuro la più fortunata, grazie al formato portatile adatto a ogni occasione).

A questo proposito Pajitnov si è sempre detto poco soddisfatto dell’immaginario a base di cupole del Cremlino e cosacchi collegato al suo gioco. L’autore fra tutti è stato colui che meno ha beneficiato del successo della sua creature, dato che ai tempi delle prime negoziazioni per i diritti di sfruttamento in terra americana ogni transazione è passata per attraverso la macchina statale russa.

Nonostante ciò Alexey ha preso la faccenda con filosofia e ancora adesso, a ben 30 anni dal suo capolavoro riconosciuto, ci ride sopra, nascondendo forse qualche rimpianto. L’uomo può però contare sulla riconoscenza di generazioni di videogamer incalliti che hanno speso ora a distruggere i suoi muri colorati.

Foto: Wikipedia © Ando Gonzales