Quest’anno ho perso un paio di amici e vi confesso che una cosa che mi ha colpito, deformazione professionale forse, è stato il loro ultimo messaggio sui social. Non c’era alcun riferimento alla loro dipartita, ma io mi sono chiesto quale vorrei che fosse il mio ultimo messaggio social. Che succederà dei miei social dopo? Google ha già inaugurato il testamento digitale, ma riguarda solo i dati in possesso di Big G. Oggi ho scoperto la startup Perpetu, che senza chiederti password né di caricare dati ti offre la possibilità di decidere che sarà dei tuoi account social e dei tuoi dati dopo il fatidico giorno.

La cosa che più mi ha colpito è la possibilità di mandare un messaggio dal Paradiso, chiaramente nella speranza di andarci. Quando Marco Zamperini ci ha lasciato sua moglie Paola ha condiviso con tutti i follower un messaggio che sembrava dettato da Marco: Sono certa vi avrebbe augurato buona vita. Probabilmente Marco avrebbe usato Perpetu. O forse no, per scaramanzia.

Con Perpetu una volta creato l’account potete impostare il download di tutti i dati privati e l’inoltro di questi a una persona da voi indicata. I servizi supportati sono Facebook, Twitter, Gmail, Dropbox, Flickr, Github e LinkedIn. Facebook e Twitter sono gratis, per tutti gli altri servizi invece è richiesto l’upgrade (15 dollari all’anno o 100 dollari una tantum).

Con Perpetu potete realmente creare un testamento digitale e indicare chi erediterà i vostri account. Il servizio è nato da uno Startup Weekend realizzato a Hong Kong dall’italiano Andrea Livotto, emigrato tre anni fa. Andrea ha co-fondato la startup insieme a Ryanne Lai. I due hanno raccolto circa 80 mila dollari di finanziamento e sono incubati a Hong Kong. Il problema più grosso è superare lo “scoglio” della legge, perché se hai un testamento “legale” questo “sovrascrive” quello digitale. Per cui l’obiettivo di Perpetu è di essere menzionato all’interno dei “normali” testamenti. Non certo un problema di stretta attualità, ma che nei prossimi anni potrebbe diventarlo.

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