La morte digitale è una gran brutta cosa perché è come morire due volte. Tutto quello che hai creato nella tua esistenza digitale, dal tuo sito personale ad altri siti, i dati che hai caricato sui social network e via dicendo, tutto questo rischia di andare perduto. A meno che tu non l’affidi prima a qualcuno. Chi si prenderebbe però la briga di farlo?

Google negli scorsi giorni ha introdotto una nuova funzione del profilo, l’Inactive Account Manager. Si tratta sostanzialmente di un tool che ti permette di decidere cosa deve accadere ai tuoi dati per per un lasso di tempo più o meno lungo (3, 6, 9, 12 mesi) tu non dovessi più utilizzare i servizi di Mountain View. Che tu sia trapassato o semplicemente passato a quelli di un altro operatore per Google non fa differenza: che ci dobbiamo fare con la tua roba? ti chiedono.

Innanzitutto Google ti invita a lasciare una mail e un numero di telefono per contattarti in caso appunto di necessità. Poi puoi lasciare un messaggio per uno o più dei tuoi cari a cui affidare i tuoi dati e infine istruire Google per procedere o meno con la distruzione del tuo account. Secondo quanto riportato da TechCrunch si tratta dello strumento più semplice di gestione di questi dati, se paragonato ai tool di Facebook e Twitter.

Vi giuro che nello scrivere la lettera che altri avrebbero dovuto leggere in caso di mia morte o stati simili mi sono commosso. Poi, siccome sono anche molto superstizioso, ho pensato che era meglio lasciar perdere. Io fondo una volta che sarò morto non credo mi importerà poi più molto di questo mondo. Anche se penso che mi piacerebbe lasciare una cosa tipo About.me, perché possa possa essere io a dire chi sono stato e questo non sia lasciato ad altri.