Martedì è arrivata la fine del supporto per Windows XP e Microsoft non concederà a tutti gli utenti le stesse deroghe previste per le aziende fino al 2015. Che fare? La soluzione più razionale sarebbe quella d’acquistare un nuovo computer – perché quelli prodotti nel 2001 sono comunque troppo vecchi per supportare una nuova versione – con Windows 8.1 Update 1 e accettare il cambiamento. Tuttavia, se le imprese hanno sconsideratamente scelto di passare a Windows 7 significa che esistono delle alternative. Per me ce n’è una sola.

Windows 8.1 Update 1 è un ottimo sistema operativo, ma – a prescindere dalla riduzione dei requisiti hardware – non funzionerà mai sui computer venduti con Windows XP. È evidente che chi possiede ancora un PC acquistato tredici anni fa non abbia delle grandi esigenze, altrimenti l’avrebbe già cambiato da tempo: installare una distribuzione di Linux come Ubuntu non sarebbe un’alternativa credibile per loro, perché faticherebbero ad abituarcisi e finirebbero per arrendersi all’evidenza e sostituirlo. Magari, proprio con Windows 7.

Un investimento è necessario, secondo me, perché i rischi di continuare a usare Windows XP sono tanti e tali da non giustificare il risparmio. Esclusa l’opzione di Ubuntu (che ha dei requisiti hardware più elevati) o altre distribuzioni di Linux più “leggere”, l’alternativa è acquistare un tablet con Android: per gestire la posta elettronica e navigare su internet basta un modello low cost, da un centinaio di euro o poco più, senza troppe pretese sugli aggiornamenti. Non è ciò che farei io, ma oggi non vedo altre soluzioni credibili.

photo credit: Laineema via photopin cc