Internet super veloce è il sogno di tutti e secondo l’Unione Europea è un diritto per i cittadini che entro un lasso di tempo ampio dovrà essere assicurato dai governi e dai gestori della rete telefonica nazionale. Eppure Telecom, in questi giorni, fa un passo indietro.

Il presidente di Telecom Franco Bernabé ha spiegato con molta chiarezza, durante una conference call sui risultati semestrali dell’azienda, che non intende in alcun modo accelerare i piani riguardo lo sviluppo della fibra ottica. Tanto con i tempi ci siamo.

Le dichiarazioni del presidente di Telecom, in realtà sono rassicuranti soprattutto se non solo per gli investitori, per gli analisti finanziari. Adesso, non investire in questo grande progetto, vuol dire ridurre il debito, avere maggiori dividendi ed assicurarsi una stabilità finanziaria.

Chi crede nella fibra ottica, invece, non apprezza le parole di Bernabé perché sa che internet superveloce potrebbe aumentare anche il Prodotto Interno Loro del tre per cento circa fino al 2030. Una prospettiva illustrata bene dall’osservatorio “I costi de non fare”.

Telecom, comunque, è in linea con i dettami dell’UE ed ha la coscienza pulita: entro il 2020 bisogna assicurare internet a 30 megabit a tutta la popolazione e internet a 10 megabit, almeno al 50 per cento degli internauti italiani.