Qualche giorno fa, Microsoft ha annunciato la sospensione degli abbonamenti a TechNet: una community dedicata agli sviluppatori, che distribuiva software di valutazione in anteprima. I professionisti potevano iscriversi – pagando una quota annuale – per ottenere download esclusivi e codici seriali temporanei. Dubito che molti abbiano mai sottoscritto TechNet, specie da quando Microsoft ha iniziato a distribuire le preview in pubblico. Eppure, senza rendersene conto, “qualcuno” ha sicuramente giovato dell’esistenza del servizio.

Sì, perché l’enorme volume di licenze distribuite via TechNet favoriva il cracking del sistema operativo e dei programmi come Office. Gli iscritti ricevevano un bundle di seriali che, sebbene temporanei, convalidavano l’attivazione di Windows e permettevano l’utilizzo delle copie illegali: non essendo nominali, potevano essere cedute a terzi o distribuite in rete. Senza TechNet, «craccare» le applicazioni di Microsoft sarà un po’ più difficile… ma non impossibile. Basterà una trasformazione del software — da prodotto a servizio?

Difficile, per quanto riguarda il cracking dei prodotti. Sembra che sia già possibile, ad esempio, utilizzare illecitamente Creative Cloud di Adobe: la sospensione di TechNet – a partire dal prossimo 31 agosto – avrà altre due conseguenze. Molti strumenti per gli sviluppatori saranno disponibili a tutti, senza pagare un abbonamento, mentre i rimanenti saranno reperibili da MSDN. Quest’ultima è una piattaforma equivalente a TechNet, più costosa, che è stata appena utilizzata per lanciare l’anteprima di Windows 8.1 al BUILD 2013.

Photo Credit: Robert Scoble via Compfight (CC)