L’Ungheria si appresta ad introdurre una tassa su Internet che coinvolgerà tutti gli utenti e prevede un balzello di 0,50 euro per gigabyte, un prezzo estremamente elevato, soprattutto per gli utenti che sono abituati ad usare servizi di file sharing o video streaming.

Centocinquanta fiorini, all’incirca cinquanta centesimi per gigabyte, questa è la tassa che dovranno pagare tutti i cittadini ungheresi connessi alla banda larga. L’obiettivo di questo balzello è quello di rimpinguare le casse dello Stato, diminuendo il livello del debito. Il disegno di legge voluto dal primo ministro Viktor Orban arriverà domani in Parlamento e in Ungheria non sono mancate le proteste. Infatti, sono scese in piazza oltre 10 mila persone per affermare la libertà della rete e protestare contro il governo.

Anche l’Unione Europea, tramite Neelie Kroes, Commissario per l’Agenda Digitale, ha comunicato di ritenere la tassa ungherese iniqua. Le proteste di piazza delle ultime ore hanno, tuttavia, spinto il partito di maggioranza a cercar di porre un tetto massimo di 2.30 euro per i privati e 16 euro per le imprese.

Infine, diversi osservatori hanno sottolineato come una tassa su Internet potrebbe limitare ulteriormente la libertà di espressione, sempre più controllata dal governo di Orban. Il movimento che si oppone all’approvazione di questa legge ha creato un gruppo su Facebook  che ha avuto un grosso successo e ha fatto registrare oltre 215 mila iscritti. Gli oppositori hanno sottolineato il fatto che, qualora il governo faccia proseguire l’iter legislativo, continueranno manifestazioni di piazza e, con molta probabilità, vi saranno più di 10 mila persone per abolire un provvedimento che colpirebbe tutte le persone connesse alla rete, in modo indiscriminato.

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