Buone notizie per chi naviga in internet dall’estero: a partire da domani, martedì 1 luglio, il costo delle tariffe in roaming sarà dimezzato. L’iniziativa è dell’Unione Europea — intervenuta già nel 2007 a regolamentare il mercato: il taglio effettivo è del 55,5% da 0,45€ a 0,20€ su ogni megabyte di traffico. Entro il Natale del 2015, Neelie Kroes promette l’abolizione completa che era stata programmata per il 2016. L’accordo definitivo dovrebbe essere raggiunto durante il semestre italiano di presidenza del Consiglio europeo.

Diminuite anche le tariffe per chiamate internazionali – ridotte del 21% in uscita e del 28,5% in entrata – ed SMS, che scendono del 25%. Da domani, basteranno 19 centesimi al minuto per telefonare e 5 per rispondere al telefono: i messaggi passeranno a 0,06€. È una riduzione significativa dei costi, che conoscevano già nell’estate del 2013 e sarà ulteriormente scontata nei prossimi anni. Oltre alla velocità di internet [vedi gallery] il problema di navigare dall’estero è legato alle spese e l’Europa è intervenuta con decisione.

Una tendenza molto diversa da quella che, nostro malgrado, siamo costretti a registrare in Italia — dove Dario Franceschini, durante i mondiali di calcio, ha ottenuto un aumento delle percentuali dovute alla SIAE per l’equo compenso sui contenuti digitali. Perché il nostro Paese non s’è allineato al resto dell’Europa? Una questione cruciale, alla vigilia del semestre italiano: le opinioni della Kroes sulla libertà e l’accessibilità di internet sono note, mentre l’Agenda Digitale italiana è tuttora un enorme punto interrogativo.

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