Thorsten Heins, il CEO di BlackBerry, recentemente ha rilasciato un’intervista in cui sostiene che entro cinque anni i tablet non avranno più un mercato. Oggetto del desiderio di molti, hanno superato gli smartphone negli acquisti natalizi: perché dovrebbero scomparire tanto in fretta? Le dichiarazioni di Heins non sono fuori dal mondo, ma partono da un presupposto sbagliato. BlackBerry è stata fra i primi a proporre un tablet, dopo Apple con iPad, e in quel periodo ha perso $485 milioni. PlayBook non ha convinto i consumatori.

RIM ha continuato a proporre il “solito” BlackBerry, perdendo una leadership consolidata, finché non ha presentato i nuovi Q10 e Z10. Secondo me, non sono così diversi dai predecessori… ed è per questo motivo che li considero eccellenti. Non è BlackBerry a vendere meno, sono i consumatori che acquistano più smartphone: la maggioranza li utilizza per giocare, attività che RIM non ha mai preso in considerazione. Le vendite dei tablet hanno sostituito quelle delle console portatili, molto lontane dal business dell’azienda di Heins.

Il CEO di BlackBerry non è impazzito, ha soltanto considerato il proprio segmento di mercato. Un tablet non serve a tutti: lo consiglierei a fashion designer e pubblicitari, mentre per gli altri è giusto un capriccio. Gli sviluppatori avranno sempre bisogno delle workstation, esattamente come un Q10 non risponde alle esigenze degli adolescenti. Sostenere che scompariranno dagli scaffali è eccessivo, però non condanno l’opinione di Heins. Io, ad esempio, non potrei lavorare con un tablet. Sarebbe lo “sfizio” per il tempo libero.

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