Soltanto a Natale, secondo una ricerca sulle attivazioni dei dispositivi, sono stati venduti 17,4 milioni di device: fra questi il 51% sono tablet contro il 49% degli smartphone. È un dato significativo pure se la statistica non si riferisce espressamente al nostro Paese. In Italia, infatti, si vendevano già più tablet che nel resto dell’Europa nonostante l’arretratezza digitale complessiva. Questi numeri sono molto importanti perché determinano le priorità degli operatori di telecomunicazione chiamati a privilegiare il mobile.

L’approccio mobile-first non è più sufficiente perché tra i dispositivi mobili oggi sono i tablet a fare la differenza. Il costo relativamente contenuto dei device da 7” ha generato una “corsa” all’acquisto senza precedenti, destinata ad aumentare nel 2013: se un sito o un’applicazione non sono compatibili coi tablet, non esistono. Un po’ come avviene per l’identità personale e il profilo su Facebook. Al contempo, sembra che i phablet a metà fra gli smartphone e i tablet non abbiano riscosso un enorme successo tra i consumatori.

Nel 2013 acquisteremo il 3% in meno di computer a favore del 13% in più di smartphone e tablet. Meglio, di tablet e smartphone: sono abituato ad anteporre questi ultimi perché, oltre all’ordine alfabetico, li ho sempre ritenuti prioritari. Un errore che i web designer non possono permettersi. Ironia della sorte, io un tablet ancora non l’ho acquistato e resto dell’idea che non mi serva proprio. Sarebbe giusto uno “sfizio” da 200€ che, però, la maggioranza dei consumatori avverte come una necessità. Dovrò mio malgrado adeguarmi.

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