Negli scorsi giorni su Twitter è partito un interessante dibattito sugli slate pc. Trasformabili, come li chiama Federico Moretti in un suo confronto. In effetti suona meglio. Insomma, quella roba là che sono computer in forma di tablet (ma con il peso di un computer), o tablet con la tastiera che si stacca e che non ci puoi scrivere come se fossi su un PC. Praticamente ho già detto tutto, ma la questione non è solo a livello hardware.

Dal punto di vista fisico non mi è piaciuto il Surface Pro (nel link la mia recensione) perché, ho scritto, non è un’alternativa al tablet, ma un mini-laptop che in caso di necessità può essere utilizzato in modalità touch-screen. Tornerà sicuramente utile a chi viaggia spesso e ha problemi di spazio, perché il Pro è un buon compromesso di spazi e prestazioni, nonostante il peso. Il 2 migliora leggermente le specifiche tecniche, ma cambia poco. È ancora il tentativo di far entrare un computer in una cosa che assomigli a un tablet. Fondere due esperienze, come sintetizza Antonio Buoso. Un po’ come bere la ministra da un bicchiere, per intenderci.

Non parliamo della tastiera. La mia tastiera Apple che collego all’iPad via bluetooth in caso di necessità, cioè quando devo scrivere molto, è una tastiera vera, la stessa di ogni Mac. Meccanica, con i tasti duri, ma sottili, morbidi e che “ritornano”. Le tastiere dei Surface sono dei compromessi, non sono pensate per chi la tastiera la deve usare per davvero. In giro di tastiere buone per tablet ce ne sono poco (tre o quattro a essere larghi), le altre sono pessimi tentativi di imitazione di una tastiera. Sia quelle per iPad che per Android. Quando sei in giro se vuoi una tastiera vuoi una tastiera, non un’imitazione di una tastiera. Il motivo per cui la tastiera touch che avvolgi attorno al tablet non ha successo è che non è una tastiera: se la compra solo chi ha l’illusione di aver bisogno di una tastiera e/o vuole risparmiare.

Che ci devi fare con un computer che ti porti in giro? Avete mai sentito il bisogno di mettere dentro al vostro notebook una workstation? Perché di questo stiamo parlando: potenza di calcolo. Se la potenza di calcolo di cui avete bisogno è così elevata da non trovare spazio all’interno di un dispositivo portatile è verosimile che il lavoro che dovete fare non sia una passeggiata. Non lo vedo Federico Moretti a codare in metropolitana. Né mi ci vedo a portarmi dietro un tablet se so di dover fare un lavoro complesso. Se hai bisogno di potenza di calcolo ti serve un computer con quella potenza di calcolo.

Tablet e computer sono come moto e auto. Con la prima ci vai fare i giri con gli amici, ci vai in vacanza, la puoi prendere qualche volta per dei brevi spostamenti o per evitare il traffico. La seconda la carichi di roba quando parti, ci metti dentro la famiglia e stivi le valigie se devi stare lontano da casa per un po’, ci vai a lavorare tutti i giorni. Eppure entrambi i veicoli assolvono la stessa funzione: trasportarti da un punto all’altro. Gli ibridi ci sono. Hanno avuto successo? No.

Allo stesso modo quando prendi un tablet non puoi aspettarti che sostituisca un computer.

C’è poi il discorso software. I software che utilizziamo oggi sono destinati a migrare nel cloud. Esistono già tentativi di sistema operativo nel cloud e quello è piuttosto evidente a tutti che sarà il futuro. Quando Internet sarà affidabile come una pila ricaricabile, e la velocità di connessione sarà adeguata, la potenza di calcolo sarà completamente spostata nel cloud. Quanto ci vorrà non lo so, ma so che al lancio dell’iPad, poco meno di tre anni fa, la gente rideva e di chiedeva a cosa mai potesse servire.

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