Ieri sera Google ha mostrato alcune delle applicazioni che i Google Glass saranno in grado di adottare. Non credo proprio che a Mountain View abbiano sentito  la pressione dei GlassUp, gli occhiali cibernetici italiani presentati l’altro giorno al CeBit. Piuttosto si tratta di una strategia di marketing aggressivo che Google ha deciso di mettere in atto con il proprio nuovo prodotto, secondo un metodo che ha già seguito con la Google Car.

Durante il proprio evento al SXSW Google ha presentato alcune applicazioni davvero interessanti. Come quella del New York Times, che a ogni ora mostra i titoli e le foto delle notizie principali, facendole scorrere in una timeline caratterizzata da uno stile simile a quello delle card di Google Now. Le informazioni sono proiettata in un’angolo periferico della nostra visione e per farci leggere le notizie abbiamo ovviamente a disposizione i comandi vocali di Google. Gli stessi che permettono di leggere e rispondere alle mail di Gmail, che ovviamente è possibile filtrare per ricevere solo le più importanti.

Altre app mostrate sono state Skitch, Evernote e Path. Certo questo modo di fare di Google di svelare poco a poco il proprio prodotto sta facendo crescere l’attesa verso i Google Glass, portando anche persone come Robert Scoble a lasciare l’iPhone per Android perché i Glass lavorano con questo. Il tentativo di adescamento funzionerà? A quanto pare sta già funzionando, anche se c’è chi sostiene che a essere attratti dai Glass sono solo i nerd. Quello che è evidente è che Google sta cercando di catalizzare l’attenzione su un prodotto che dovrebbe farci abbandonare lo smartphone, come ha sostenuto di recente anche Sergey Brin.

Mostrare le applicazioni di un prodotto che per ora solo pochi possono avere (pagando 1.500 dollari e passando attraverso una selezione) è di certo il modo migliore per farlo desiderare. Così come fu per gli inviti a Google Plus, il network di Google che da quando è stato aperto a tutti ha perso il proprio fascino. Insomma, c’è da farci attenzione a raccontare così tanto e così tanto prima di un prodotto che arriverà sul mercato solo forse a fine anno.