Domani terminerà la sezione Interactive del SXSW 2013, una delle manifestazioni fieristiche più importanti degli Stati Uniti, ma quest’anno le novità sono mancate. Escludendo le scarpe parlanti di Google e la grande raccolta di brani musicali che, però, fanno parte della sezione Music… Austin non ha ospitato degli annunci eclatanti. Sembra che l’appuntamento più seguito sia stato l’incontro con Grumpy Cat: un famoso LOLcat, caratterizzato da un’espressione imbronciata. È un’arma di distrazione di massa, direbbe Sabina Guzzanti.

Adoro Grumpy Cat e invidio chi ha potuto tenerlo in braccio, ma per una fiera della durata di sette giorni che costa milioni di dollari in organizzazione è un risultato davvero misero. Pochi se ne sono accorti, ma la settimana scorsa s’è tenuto pure il CeBIT 2013: da Hannover sono riuscito a recuperare soltanto la presentazione dello smartwatch francese, comunque già sul mercato. Nelle prime settimane dell’anno, tra il CES e il MWC, le novità non sono state tali da giustificare una trasferta. Ormai, le notizie “corrono” sul web.

Non vorrei inimicarmi subito chi lavora tutto l’anno per organizzare una fiera, ma in Italia la situazione è ancora più deprimente. Gli appuntamenti che negli anni ’90 costituivano un punto di riferimento internazionale, oggi sono giusto un’occasione per salutare i colleghi e fermarsi a bere qualcosa con loro. Magari, gratis… recuperando un accredito-stampa che ormai concedono a chiunque. Incluso il sottoscritto. Le conferenze da seguire sono sempre meno e spesso ripropongono contenuti già noti. Una perdita di tempo, insomma.

Non attribuisco la responsabilità agli organizzatori, né agli espositori: il problema è che il web ha messo in discussione un sistema consolidato. Per avere delle notizie “fresche” oggi è preferibile sostare in un bar della Silicon Valley aspettando che gli impiegati dimentichino i prototipi degli smartphone. Le fiere servivano ai professionisti e alla stampa per avere delle anteprime sui prodotti che sarebbero arrivati mesi o anni dopo sul mercato. Ormai, le specifiche sono pubblicate in anticipo e le novità sono molto scarse.

I prodotti più innovativi sono presentati in conferenze dedicate, come il Google I/O oppure i popolari keynote di Apple. RIM ha organizzato un evento apposito per BlackBerry 10, assente dalle manifestazioni tenutesi nei mesi precedenti. Le startup costituiscono un’eccezione alla regola, giusto perché non possono permettersi appuntamenti simili: il SXSW del 2007 ha sancito il successo di Twitter, allora poco diffuso, e quello del 2009 ha annunciato la nascita di Foursquare. Nel 2013, invece, la star indiscussa è stata Grumpy Cat.

Secondo me, è evidente che serva concepire una formula diversa affinché le fiere possano recuperare i fasti del passato. Pensando al prossimo EXPO 2015 di Milano, temo che il flop sia dietro l’angolo: è un problema che dovrebbe affrontare anzitutto il giornalismo. Le agenzie non tengono il passo dei social network, in Italia i PR propongono sovente temi già trattati perché letti sulle testate estere, le aziende non distribuiscono mai i prodotti in anteprima sull’uscita nei negozi. Questi equilibri devono cambiare al più presto.

Photo Credit: Missy Mayer via Photo Pin (CC)