Austin, fortunatamente, non è soltanto la città delle armi fai-da-te: in questo periodo dell’anno è soprattutto la sede del South By Southwest (SXSW). Una grande fiera dell’intrattenimento che spazia dalla musica ai film, passando per il web. Se il CeBIT 2013 di Hannover conclusosi ieri non ha offerto molti spunti a eccezione del prototipo francese di smartwach, il SXSW 2013 ha già mostrato qualcosa d’interessante. Google, infatti, sorprende tutti con delle scarpe parlanti connesse ad Android che sono state prodotte con Adidas.

Google non intende entrare nel settore calzaturiero: l’esperimento mostrato ad Austin è uno dei tanti destinati a “sondare” la reazione dei consumatori, ma a differenza dei futuristici occhiali in produzione potrebbe non arrivare mai sugli scaffali. Eppure, la collaborazione con Adidas suggerisce che il wearable computing possa diventare al più presto un fenomeno di massa. Nike+, per esempio, s’appoggia da tempo a iOS nel supportare l’attività fisica dalle app scaricate da iTunes. The Talking Shoe è un dispositivo molto diverso.

Art Copy&Code è un laboratorio di Google che rientra nel settore marketing dell’azienda: The Talking Shoe è una trovata pubblicitaria come la tastiera composta da lattine di birra apparsa in Romania. Le scarpe parlanti riproducono delle frasi registrate a seconda del movimento dei piedi e le condividono con Google+, lasciando ai contatti l’interpretazione di cosa stia facendo l’utente in quel momento. Non sembra possibile controllare quanto pubblicato. L’utilità è tutta da dimostrare, ma io non ho mai visto qualcosa del genere.