A prescindere dal fatto che Windows piaccia o meno, Microsoft con Windows 8 e la sua nuova strategia si sta giocando tutto. È proprio per questo che mi impensierisce il fail del Surface RT di cui ci ha parlato Silvio Gulizia questa mattina: siamo di fronte ad una Microsoft in bilico tra il fallimento e una delle più grosse risalite di china della storia dell’informatica secondo me, grande almeno quanto il ritorno di Apple. Trovarsi ad affrontare 900 milioni di dollari tra invenduto e politiche di sconto aggressive è un incubo per qualsiasi corporate.

C’è solo una cosa che Microsoft può fare: reinvestire i pochi introiti che ha da Nokia e da Windows Phone per premere l’acceleratore su Windows 8 e su un form factor che convinca gli utenti ad acquistare un ibrido come il Surface; tornare indietro è semplicemente impossibile e impensabile per un mastodonte di questo tipo, e fare revert di decisioni così massicce. Visto che tornare indietro non è assolutamente pensabile, l’unica mossa che può fare Microsoft è proiettarsi in avanti e premere l’acceleratore per quanto riguarda Windows 8 e Surface.

Una politica di rilasci ancora più serrata, novità a palate, tanto marketing: solo così in qualche modo Microsoft riuscirà a rompere il muro della diffidenza e ad acquisire nuovi clienti in una fetta di mercato dove non riesce minimamente a competere con i propri concorrenti; forse, a valle di questa esperienza, la compagnia dovrebbe decidere cosa è meglio fare, e dovrebbe anche farsi un’esame di coscienza. Come mai il Surface costa così tanto? Come è possibile rimanere al passo coi concorrenti e riuscire ad offrire un dispositivo ibrido all’altezza?

La risposta è tutta insita nel comportamento: Microsoft non deve fare passi falsi, e deve continuare in questa direzione, come un somaro troppo testardo per tornare indietro.