Surface Pro è andato esaurito in poche ore, negli Stati Uniti: un successo “prorompente” del nuovo portatile ibrido di Microsoft che da noi arriverà a San Valentino nella variante più economica… e limitata, dal punto di vista delle funzionalità. Più o meno tutte le testate del settore hanno titolato così, ma io sono scettico. La versione da 128Gb di Surface Pro è sold-out per un motivo molto semplice che potrebbe non essere sinonimo del successo. Microsoft ha distribuito un numero esiguo di device perché andasse in questo modo.

Nella migliore delle ipotesi, Microsoft non s’aspettava che Surface Pro avrebbe avuto tanti acquisti al lancio come Google aveva sottovalutato la popolarità di Nexus 4. Eppure, le immagini delle code davanti ai negozi di Apple per aggiudicarsi l’ultimo iPhone mi suggeriscono che alle spalle ci sia una strategia più elaborata: il sold-out fa notizia, che è tutta pubblicità gratuita, e causarlo è semplice. Basta distribuire un numero di dispositivi inferiore alla domanda e sicuramente hanno commissionato delle analisi statistiche.

Intendiamoci, tutte le società effettuano questi calcoli e non è colpa di Microsoft se il mercato funziona così. Non posso neppure sostenere che Surface Pro sia un flop perché sarebbe prematuro quanto decretarne il successo. Mi fa sorridere, però, che nel 2013 dei professionisti dell’informazione caschino ancora in queste campagne pubblicitarie: preferisco spiegare se e quanto serva oppure a chi, parlando d’un prodotto, anziché rincorrere il sensazionalismo sulle vendite. Surface Pro non è affatto male, ma non è rivoluzionario.