A Brasilia si sono riuniti tutti i leader nel settore della tecnologia e dell’informazione, interessati a capire l’andamento della prossima rivoluzione industriale, quella che si compirà sfruttando dati e informazioni raccolti dai governi. L’auspicio è che sia una ventata di libertà. 

L’e-government è un tema che si propone da anni nel settore tecnologico perché le pubbliche amministrazioni sono sempre interessate a migliorare attraverso specifici strumenti il rapporto che hanno con i cittadini. Un rapporto orientato soprattutto alla trasparenza.

Per questo non stupisce che il tema ricorrente negli ultimi mesi sia proprio quello degli open data. I delegati di 60 paesi, tra cui anche l’Italia, ne parlano a Brasilia per tre giorni. La volontà è di presentare e raccogliere consensi intorno alle trovate nazionali.

Nei prossimi mesi nell’intento di aumentare l’efficienza delle pubbliche amministrazioni e coinvolgere maggiormente i cittadini nella vita pubblica, si dovranno rendere noti i dati raccolti dai governi. Informazioni anche grezze che a disposizione dei cittadini ne ampliano la naturale funzione di controllo sui politici.

L’Italia ha presentato il suo piano ma i commenti che sono stati fatti all’operato di Roma non sono affatto piacevoli, o meglio chi segue l’evento di Brasilia si aspettava un po’ di più dagli sviluppatori tricolore. Per seguire l’evento è possibile loggarsi al sito tramite Facebook o Twitter.