Questo post lo sto scrivendo on line su Editorially, una nuova app che che permette di creare un documento in markdown direttamente all’interno di una web app in HTML 5. A prima vista sembra qualcosa di già visto: si tratta praticamente di un word processor simile a Byword, di cui vi ho parlato di recente. In Editorially però ci sono delle opzioni in più, che lo avvicinano a Quip, la suite per la scrittura collaborativa lanciata un paio di settimane fa dall’ex CTO di Facebook, e che però non consente di scrivere in markdown.

Diciamo che Editorially prende da entrambi. E fa pure qualcosina meglio. La scrittura in markdown è facilitata dalla visualizzazione di grassetti e corsivi, mentre per quanto riguarda i link gli url assumono un colore grigio chiaro. È però possibile utilizzare gli shortcut solo per grassetti e corsivo. Per la rilettura di quello che avete scritto non c’è a disposizione una preview, come in Byword. D’altro canto Editorially offre un sistema di versioning che consente di risalire alle versioni precedenti del documento. Quando si tratta di esportare il risultato finale c’è al momento un’unica opzione, che consente di scaricare la versione .md e quella .hmtl. Per la pubblicazione non resta che fare copia e incolla del codice (Byword consente invece di pubblicare direttamente sui blog attraverso un in-app purchase).

Dal punto di vista della scrittura collaborativa, Editorially mette a disposizione dell’autore del documento una sidebar tramite la quale chattare con le persone con cui si è condiviso il progetto e permette di prendere appunti di fianco nella colonna laterale. Da questo punto di vista Editorially assomiglia a Medium, ma in questo caso la sidebar è molto più utile. Infine l’autore può impostare lo status del testo, da bozza a revisione a finale.

Nel sistema di scrittura, creato da persone che hanno lavorato in questo settore – e si vede! – è previsto anche un contaparole e caratteri.

Lodevole l’obiettivo del team di Editorially: creare un ecosistema per il processo di scrittura. Sono ancora all’inizio, il prodotto è in beta a inviti (da richiedere tramite il loro sito), ma appare davvero ben fatto. I problemi che deve affrontare sono fondamentalmente tre:

  • offrire uno strumento per l’editing su dispositivi mobili, anche se l’app è già possibile usarla via web anche su questi e la sincronizzazione è immediata;
  • offrire l’export anche in altri formati;
  • rilasciare in tempi rapidi un prodotto finito, visto che la concorrenza è decisamente avanti.