La Spagna fino a poche ore fa era considerata un paradiso per coloro che amano vedere in streaming contenuti protetti da diritto d’autore, anche perchè i tribunali hanno sempre assolto i siti come Rojadirecta. La penisola iberica ha sempre ospitato un buon numero di siti in grado di offrire la visione in streaming di contenuti protetti da diritto d’autore: partite di calcio generalmente criptate, film, spettacoli.

I tribunali chiamati a decidere sulla liceità di questo tipo di attività, hanno sempre assolto i siti in questione, perché tali siti sono stati ritenuti non responsabili direttamente delle trasmissioni.

A livello politico però, capitanati da un gruppo di onorevoli del Partito Popolare, i parlamentari si sono chiesti come far adeguare il paese alle leggi vigenti in Europa e nel mondo. Il governo di Madrid, cioè, ha spiegato di voler “ratificare” in qualche modo le disposizioni antipirateria più diffuse.

Normativamente è stato fatto un passo avanti in questa direzione con l’introduzione della Legge Sinde, detta anche dell’Economia sostenibile, che ha scatenato immediatamente la reazione online.

Questa legge prevede che i titolari dei diritti possono chiedere ad una commissione apposita di tutelare la proprietà intellettuale dei contenuti creati bloccando i domini dei siti che li riproducono.

La commissione passa le segnalazioni al giudice che deve autorizzare o meno il blocco entro dieci giorni.