Probabilmente avete già sentito parlare del fail del film su Steve Jobs in cui il co-fondatore di Apple viene impersonificato da Ashton Kutcher. Stroncato dalla critica americana così come dall’oramai omni-presente Steve Wozniak, che dopo aver tessuto le lodi di Android e Windows Phone 8 probabilmente troveremo in fila per il nuovo iPhone, il film si prepara a passare via senza lasciare traccia. Questa mattina The Next Web ha proposto dieci video di Jobs che valgono molto di più del film recentemente uscito. Li ho visto quasi tutti e ve li consiglio.

La mia attenzione si è soffermata sul video della presentazione del Macintosh. A mio parere, è la sintesi di ciò che manca ad Apple. Ecco il video.

Ed ecco un parallelo fra il video e ciò che manda ad Apple:

  • Avete già visto molte foto del Macintosh, ora ho il piacere di mostrarvi Macintosh in persona. Con queste parole Jobs introduce un prodotto che vive di vita propria e sposta l’attenzione su questo. Non c’è nessuna emozione, nessun aggettivo, nessuna glorificazione del marchio o cosa, c’è il prodotto, lì nella sua scatola;
  • La magia e le specifiche: Jobs parla delle immagini che vedremo sugli schermi, non di cosa ci sia dentro al prodotto. Cook durante la presentazione dell’iPhone 5 si è soffermato invece sulle specifiche del nuovo smartphone;
  • Ancora, la presentazione del prodotto è dedicata a quello che ci si può fare. Tutta l’attenzione è sul prodotto, glorificato dalla colonna sonora di Momenti di gloria, a significare la grande impresa di aver trasformato il computer, all’epoca uno strumento lontano dalle persone, in qualcosa che chiunque avrebbe potuto usare;
  • Il prodotto parla da sé: Jobs fa parlare il Macintosh, a dimostrazione che non c’è altro da aggiungere. E di fatto, prima ancora di sapere com’è fatto, cosa c’è dentro, quanto costa e così via, la gente inizia a stracciarsi le vesti;
  • Durante gli interminabili applausi, Jobs non si compiace, si commuove.

Ora, cos’hanno gli ultimi iPhone, iPad, MacBook di commovente? Poco o nulla, a dire il vero, sono prodotti che sì, si sono migliorati di anno in anno, ma hanno via via perso l’anima. Prendete l’iPhone 4S, l’ultima cosa a cui davvero Jobs abbia lavorato. Il grande lavoro fatto sulla fotocamera e con Siri hanno davvero segnato il passo, benché Siri fosse ancora un prodotto grezzo. Eppure, Siri e la nuova fotocamera sono state trattate come due feature non dico qualunque, ma due delle tante cose che c’erano da presentare. E l’iPhone 5? Il “miglior iPhone di sempre” è un iPhone vecchio solo un po’ più grande e dalle migliori prestazioni. Un semplice upgrade.

Purtroppo Steve Jobs non ritorna, ma non credo che sia poi così difficile guardare alla maniacalità con cui l’ex CEO di Apple si poneva davanti ai propri prodotti (non prodotti di Cupertino). Erano cose che voleva lui: non oggetti destinati ad aumentare il fatturato dell’azienda, ma qualcosa che gli avrebbe semplificato la vita.

Che poi la verità è una sola: non ci frega nulla di cosa c’è dentro agli smartphone, tablet o computer che usiamo, ci interessa che facciano le cose per noi (e che magari le facciamo anche con un po’ di magia) e che funzionino.

Visto che siamo in estate e che il film su Jobs da noi arriverà in autunno, vi consiglio la lettura della biografia del buon Steve scritta da Walter Isaacson, che oltre a essere un bel libro, quasi un romanzo, ritrae il co-fondatore di Apple nel bene e nel male, mettendo in luce molti aspetti davvero poco noti al grande pubblico.

photo credit: charliecurve via photopin cc