Steve Jobs è morto il 5 ottobre del 2011 e, come ogni anno, il nuovo CEO lo ricorda con una lettera aperta ai dipendenti: nel 2012 Apple ne celebrò la scomparsa cambiando la homepage del proprio sito, ma per tre volte Tim Cook ha ribadito l’importanza di ripensare – in occasione della ricorrenza – all’apporto del genio che fondò la società con Steve Wozniak. Le parole del suo successore non sono mai banali, né ripetute fra un anniversario e l’altro. Nel 2014 gli argomenti del discorso di Cook sono i bambini e l’eredità di Jobs.

Il primo intervento di Cook, appena assunta la carica di CEO, è stato caratterizzato dal dolore: dodici mesi non potevano certo bastare a riempire il vuoto lasciato da Jobs — che morì all’incirca ventiquattrore dopo l’annuncio di iPhone 4S. La seconda lettera, invece, è stata quasi un moto d’orgoglio che ha richiamato i dipendenti al proprio ruolo di continuatori della sua opera. Oggi lo sguardo è proiettato al futuro e all’importanza di trasmetterne il messaggio alle nuove generazioni che loro malgrado non potranno conoscerlo.

Team,

Sunday will mark the third anniversary of Steve’s passing. I’m sure that many of you will be thinking of him on that day, as I know I will.

I hope you’ll take a moment to appreciate the many ways Steve made our world better. Children learn in new ways thanks to the products he dreamed up. The most creative people on earth use them to compose symphonies and pop songs, and write everything from novels to poetry to text messages. Steve’s life’s work produced the canvas on which artists now create masterpieces.

Steve’s vision extended far beyond the years he was alive, and the values on which he built Apple will always be with us. Many of the ideas and projects we’re working on today got started after he died, but his influence on them — and on all of us — is unmistakeable.

Enjoy your weekend, and thanks for helping carry Steve’s legacy into the future.

- Tim

Cook, che difficilmente commette degli errori, è e sarà sempre soggetto a delle critiche… perché – come spesso abbiamo ribadito – chiunque fosse chiamato a sostituire Jobs non avrebbe retto il confronto. La storia può ripetersi, ma i protagonisti non possono essere rimpiazzati: la prematura scomparsa del co-fondatore di Apple è una ferita aperta che a distanza di tre anni continua a commuovere. La sua immagine trascende le opinioni personali sul personaggio pubblico perché nessuno nel bene e nel male ha ancora dimostrato tanto.

Photo Credit: Enrique Dans via Photopin (CC)