Lo zio Bill ha una seconda grade occasione per rilanciare Microsoft. Dopo l’annunciato addio di Steve Ballmer infatti Bill Gates, tutt’oggi uno dei principali azionisti dell’azienda di Redmond, avrà un peso non indifferente nell’indicare il prossimo CEO del colosso americano, che sta attraversando un momento davvero particolare, in procinto di trasformarsi in un’azienda di prodotti (Surface) e servizi (Office 365), motivo dell’addio di Ballmer.

Negli ultimi dieci anni infatti Microsoft è crollata. Ballmer non è stato in grado di posizionare l’azienda sul nascente mercato dei dispositivi mobili, in cui prima Apple e poi Google sono cresciute a dismisura e con Nokia e BlackBerry che lasciavano piano piano il passo ai nuovi. Nel 2007 Ballmer sosteneva che l’iPhone non ha alcuna possibilità di conquistare neppure una piccola fetta di mercato e non oso immaginare cos’abbia provato quando nel 2012 l’iPhone da solo generava più ricavi dell’intera Microsoft.

Oggi Microsoft sembra aver capito che deve cambiare rotta. Windows 8 è un piccolo passo in avanti rispetto a Windows 7, ma introduce alcune interessanti novità. Windows Phone 8 è un primo tentativo di fare qualcosa di nuovo, ma a Microsoft finora è mancata la collaborazione con gli sviluppatori. Cosa che pure sta cominciando ad avvenire, con Internet Explorer e Kinect per esempio. Di Ballmer però ricorderemo Windows Vista, Windows RT e i primi sistemi operativi per mobile di Remond. I giudizi più gravi sul CEO li hanno dati la borsa, con un’impennata nelle azioni subito dopo l’annuncio del prossimo addio, e i dipendenti di Microsoft, il cui apprezzamento nel corso degli ultimi anni è stato riportato da Business Insider in questa infografica qui sopra. Certo, durante la reggenza di Ballmer abbiamo visto anche prodotti come il glorioso Windows XP e l’XboX, ma quanti di voi ricordano Pocket PC 2000, SPOT watch, Zune, Kin o quanti di voi hanno mai usato Bing?

L’incredibile vantaggio che ha ora Bill Gates è che mentre lui ha la possibilità di scegliere un uomo nuovo, in grado di ridisegnare il futuro delle comunicazioni digitali, Apple è alle prese con il proprio Ballmer, quel Tim Cook verso cui il cda di Cupertino non ha più molta fiducia.

A Microsoft oggi serve un uomo giovane in grado di ringiovanire quel pachiderma che per forza di cose è divenuta l’azienda fondata da Gates. Certo, se Bill continua a pensare che gli utenti dell’iPad siano dei frustrati perché non possono usare Office, be’ allora per Microsoft la vedo davvero grigia. Non dimentichiamo però che lo zio Bill è pur sempre un genio e che se pesca bene nel cilindro Microsoft ha tutte le carte in regola per tornare a essere quella che è stata fino a una decina di anni fa. Questa volta meglio non pescare a occhi chiusi. Come nota David Pogue sul proprio blog sul New York Times, Ballmer e il proprio team non hanno avuto il coraggio di rompere completamente con le crescenti complessità dell’abnorme desktop di Windows. Così, l’anti Steve Jobs, come l’ha chiamato Nicholas Thompson sul New Yorker, ha mancato ogni grande trend tecnologico e la sua innovazione ha alienato la gente.