Steve Ballmer non è più un membro del CdA di Microsoft, ma ciò non significa che non continuerà a essere il maggiore azionista – secondo soltanto a Bill Gates – della multinazionale: con una lettera aperta a Satya Nadella, l’attuale CEO dell’azienda, ha dato le proprie dimissioni per concentrarsi sui Clippers di Los Angeles che ha acquistato per una cifra stellare lo scorso 12 d’agosto. Una decisione che non è sembrata, dalle parole del dirigente, particolarmente sofferta perché la società resta fra i suoi principali interessi.

Gli analisti hanno già determinato che questa scelta servirà ad accrescere la credibilità di Nadella, però Ballmer resta l’uomo dei record: Microsoft non ha mai guadagnato tanto come con lui alla guida ed è stato il primo artefice della filosofia che porterà all’unificazione dei servizi e dei sistemi operativi di Redmond con Windows 9. Ha commesso anche degli errori, ma è stato evidente da BUILD 2014 [vedi gallery] che non avrebbe più avuto una parte attiva all’interno della multinazionale — e non per una questione di risultati.

Microsoft, con Windows 8 e Windows Phone 7.x, ha provocato un problema d’immagine che Nadella sembra essere in grado di risolvere: nonostante l’acquisizione di Nokia comporti un elevato numero d’esuberi, è evidente che l’opinione dei consumatori sia cambiata completamente — rispetto alle due débâcle su desktop e mobile dell’ultima fase della gestione di Ballmer. È un doveroso passo in dietro per garantire il futuro dell’azienda che per l’investitore (dopo 34 anni di servizio) rimarrà la prima e più consistente fonte di reddito.

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