Valve anticipa un’altra parte del proprio progetto per l’intrattenimento domestico: Steam Machines è quel programma che, finora, tutti hanno chiamato Steam Box. La “famigerata” console di Gabe Newell potrebbe non essere mai prodotta, però i motivi sono molto diversi da quelli che sarebbe lecito aspettarsi. Semplicemente, non sarà soltanto una — perché l’obiettivo è quello di produrre differenti device a complemento dell’esperienza degli utenti. Quali? Beh, un Set-Top Box (STB) è quasi scontato e la piattaforma sarà open source.

Sinceramente, non ho ancora capito se Newell sia un genio oppure un folle: può darsi che rientri in entrambi i profili. Steam OS – il sistema operativo che opererà sui nuovi dispositivi – sarà disponibile al download per qualunque macchina a partire dal 2014 e porterà centinaia di videogame su Linux, che fino a qualche mese fa era stato “snobbato” da Valve. È servita una débâcle di Microsoft perché Newell s’accorgesse del potenziale economico dell’open source, ma è davvero opportuno fare «un processo alle intenzioni»? Forse, no.

Google ha portato Linux a un altro livello, grazie ad Android, e l’incapacità d’adattarsi immediatamente alle nuove esigenze dei consumatori di Microsoft ha fatto il resto. Nel giro di qualche settimana è nato CyanogenMod OS, Amazon ha “sfidato” BlackBerry e Valve ha iniziato a rilasciare delle indiscrezioni su Steam Machines: trecento utenti selezionati accederanno al programma di beta testing, portandosi a casa i nuovi device che arriveranno sul mercato nei primi mesi del 2014. Se fossi in Bill Gates inizierei a preoccuparmi.