Secondo giorno allo State of the Net. Ieri, prima di recarmi a questo secondo e ultimo appuntamento, ho scritto di come fossi stato colpito da alcuni spunti di riflessione sulle natura e sulla gestione della complessità, tema della conferenza di quest’anno, proposti da pensatori della Rete del calibro di Dave Snowden e di Gigi Tagliapietra.

Confermo quanto ha osservato il mio amico Michael F. Forni, endorser per l’Italia di Feathr utilissima app per il personal referral partner tecnico della manifestazione: lo SotN di Maistrello e soci è la conferenza in Italia che pone le basi per ragionare su problematiche e soluzioni inerenti alla Rete, per certi aspetti addirittura anticipandole, che interesseranno gli addetti ai lavori per almeno i prossimi due anni.

Non sapevo però che lo SotN fosse anche uno spettacolo a tratti molto divertente. Ne ho avuto riprova prima venerdì con al performace di Gigi Tagliapietra che ha utilizzato la musica di Bach come metafora per spiegare la complessità e poi ieri con il keynote di Marco Funkyprofessor Zamperini un vero mattatore del palcoscenico, il quale con molta autoironia ha parlato di ecosistema digitale ossia l’ambiente tecnologico costituito dai prodotti hardware, soluzioni software e dalle infinite applicazioni che interessano qualsiasi sfera della nostra vita, sia lavorativa che privata e che ci consentono di tenere sotto controllo e misurare quello che facciamo.

La complessità infatti è anche costituita dagli innumerevoli e diversi task che siamo chiamati a portare a termine ogni giorni, il tutto condito dalle molte distrazioni che i social network introducono nella routine quotidiana. Questo tema è molto sentito anche da noi della redazione di Hi-Tech Leonardo e lo dimostrano i molti post scritti sul tema dell’essere più produttivi (per i quali abbiamo anche attivato un’omonima sezione accessibile sempre da qualunque pagina in alto a destra) come per esempio l’ottimizzazione del client per email o la scelta della to-do list più consona alle nostre esigenze.

Ho seguito quindi con molto interesse il keynote di Luca Conti che suggerisce di misurare i propri comportamenti quotidiani grazie a strumenti di tracking, applicazioni o estensioni del browser in grado di renderci più consapevoli delle nostre abitudini per poi cambiare noi stessi a partire da piccoli, importanti, gesti quotidiani. I dati aiutano a essere più consapevoli, anche per il tempo passato a navigare online. Alcuni siti web e applicazioni permettono di monitorare le navigazioni, conoscere quali sono i siti più visitati e quanto tempo passiamo sui social network o su portali di informazione.

Il tempo e l’attenzione che abbiamo come essere umani sono preziosi quanto limitati. Usare strumenti di misurazione aiuta a dedicare il giusto tempo alle attività più importanti, per trasformare i dati in informazioni, l’informazione in conoscenza e la conoscenza in saggezza, dice Luca Conti il quale suggerisce strumenti come Scoopinion per misurare quali testate giornalistiche leggiamo di più (e di meno) e migliorare l’eterogeneità dei punti di vista che descrivono le informazioni che riceviamo. Altri suggerimenti sono StayFocusd, un’estensione per Chrome che mette un limite al tempo che spendiamo a navigare su siti che non ci aiutano ad essere più produttivi e Rescue Time, un’applicazione che permette di monitorare e misurare quanto facciamo al computer, della quale abbiamo già parlato qui su Hi-Tech Leonardo.

Per migliorare se stessi Conti suggerisce di abbinare ad una dieta alimentare equilibrata e al sano movimento anche un’adeguata dieta informativa. Trovo quest’ultimo punto quanto mai attuale: nell’epoca dell’informazione libera, troppa informazione rischia di diventare rumore nel quale si perdono i messaggi essenziali, quelli che ci servono veramente. Porre un limite alla massa di informazioni che invadono quotidianamente il nostro cervello è il primo efficace metodo per gestire questa complessità.