È stato pubblicato da Akamai l’ultimo report sullo stato di internet, aggiornato al secondo trimestre del 2013: possiamo gioire del fatto che l’Italia sia migliorata, ma le statistiche mostrano una situazione ai limiti del paradosso — che, comunque, riguarda anche altri paesi. Siamo al nono posto al mondo per assegnazione d’indirizzi, nonostante il calo dell’1,6%, però non siamo tra i dieci stati dove la banda larga è più veloce. Un aspetto su cui riflettere? La Corea del Sud è prima in velocità e supera l’Italia in diffusione.

Senza eccedere con l’elencazione dei numeri, significa che l’Italia è uno dei paesi in cui internet è maggiormente diffuso… ma a velocità molto ridotte, rispetto a quelle del resto d’Europa. La media globale s’è alzata a 3,3Mbps e noi raggiungiamo i 4,9Mbps — arrivando ultimi fra gli stati europei censiti. Sebbene la notizia non stupisca nessuno, è indicativo come l’Italia sia dietro ad alcune nazioni che in base allo sviluppo economico considereremmo dei cosiddetti secondo o terzo mondo. Qual è davvero il Paese sottosviluppato?

D’accordo che le aree siano diverse, però l’Italia non raggiunge – per fare un esempio – i picchi di Taiwan e Singapore che la superano persino nella velocità media. Fa impressione vedere che l’Arabia Saudita raggiunga i 53.9Mbps in mobilità, contro i 28.5Mbps italiani riscontrati nelle aree in cui è presente la connessione alle reti 4G/LTE. È piuttosto grave, considerando come sappiamo che gli Italiani sono ai primi posti nel mondo per possesso di tablet e smartphone. Secondo me, urgono dei provvedimenti immediati dalle TELCO.