L’altro giorno Robert Scoble ha condiviso su Quora alcuni suoi appunti circa la valutazione di una startup. Siccome sto lavorando a uno micro ebook su come promuovere la propria startup presso i media (sotto vedete le slide della mia presentazione al Founder Institute), ho pensato di riprende questo spunto di Robert e aggiungerci alcuni miei appunti.
Premessa: per chi non lo conoscesse, Robert è uno dei più influenti blogger americani, si occupa di startup per Rackspace ed è stato più volte chiamato a fare il giudice in competizioni a tema.
Fondamentale è il punto di partenza. Una startup viene guardata innanzitutto con gli occhi di un utente. Mi ci vedo a usarla? Questa è la prima domanda che chiunque si fa davanti a un nuovo prodotto o progetto. O almeno, riesco a immaginarmi qualcun altro usarla?
Che precedenti o somiglianze con altri prodotti ci sono? Robert fa un bell’esempio, paragonando Pinterest alla porta del frigo e lo definisce un precedente culturale.
Altro aspetto fondamentale è la capacità di migliorare qualcosa che già esiste, ma in modo tale da renderlo molto più semplice o funzionale. Lui cita Uber (che è in arrivo in Italia, fra l’altro), ma io citerei anche WordPress o Instagram, tanto per avere esempi più vicini a noi. O ancora meglio, citerei wpXtreme, startup italiana che rende semplice la scelta e l’installazione di plugin per WordPress. O ancora Atooma, fresca vincitrice del Mobile Premier Awards, che semplifica la gestione dello smartphone attraverso un’app che permette di creare operazioni automatiche.
La prova social. Twitter, Facebook e Google Plus sono pieni di persone. Se i vostri utenti vi sostengono attraverso i social è un segnale che state facendo qualcosa di apprezzato. Date una letta anche ai consigli per twittare come un CEO.
Il team è fondamentale. Se nel team non avete persone in grado di fare quello che avete in mente e dovete ricorrere a risorse esterne state partendo con il piede sbagliato.
Target. Se puntate a un’utenza che facilmente prova cose nuove, come per esempio i possessori di smartphone sempre a caccia di app, allora avete maggiori possibilità di successo che se mirate a un target che difficilmente fa early adopting.
Alla fine però la questione fondamentale per Robert come per tutti noi è: sono in grado di capire il prodotto, l’azienda e cosa la rende speciale nel giro di un minuto?

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