Per fare una grande startup ci vogliono idee grandi. E invece il più delle volte le startup hanno grandi idee. È stato evocando la pubblicità di un noto pennello che Francesco Fullone, co-founder di Ideato, una delle aziende che organizza Blank Disrupt ha aperto oggi il suo talk a Codemotion, tutto centrato su trucchi e consigli per chi vuole fare startup.

Fullo ha cominciato parlando del brainstorming e sottolineando l’importanza dell’essere fisici. Siate più fisici possibile, affiancate l’uso delle mani a quello del cervello. Gli strumenti che vi servono per fare startup sono post it, carta, penne e pennarelli. Dovete scrivere e disegnare le cose in modo che gli altri le capiscano.

L’approccio di Fullo è interessante. L’invito è a non focalizzarsi sul business, ma cominciare cercando di distruggere l’idea da cui si parte. Se l’idea è sana ed è stata pensata bene non riuscirete a invalidarla e saprete quindi che vale la pena realizzarla. Non è l’idea che vi renderà ricchi e famosi, ma la sua implementazione. Quindi condividete senza paura. Sottoscrivo con dodici righe di pennarello rosso.

Veniamo a un paio di cose pratiche. Focus sull’MVP, vale a dire minimum viable product: Dobbiamo ridurrre la complessità della nostra idea, cercando di partire da quello che definisce il principale valore di business per definire una unique value preposition e poi spezzettarla in piccoli pezzetti per creare user story.

Cos’è una user story. Concetto molto profondo, sintetizzato così: È un post-it dove io definisco l’attore, l’azione che fa l’attore e il fine ultimo per cui compie questa azione. Come Fullo per esempio voglio parlare a una conferenza al fine di condividere qualche cosa. Una startup deve creare user story per ogni azione che l’utente può fare sul sito o nell’applicazione. Questo permette di lavorare in maniera atomica sul progetto. In questo momento non si parla di tecnologia. Anzi, di tecnologia si parla davvero poco durante la fase di discovering.

Si parla di tecnologia solo quando si decide realizzare una cosa. Fullo consiglia di fare concierge, rifuggendo dallo scrivere il software fino a che il prodotto non è chiaro. Fate voi quello che dovrebbe fare il software. Usate una presentazione cliccabile o una rappresentazione cartacea del vostro prodotto per vedere come reagiscono gli utenti. Così capirete prima quali sono i problemi e cosa dovrete fare per risolverli. Identificato il problema principale si procede quindi alla scrittura del codice, alla realizzazione dell’MVP, che deve essere studiato con l’obiettivo di offrire delle metriche su cui basare il successivo sviluppo.

In 30 minuti Francesco ha condensato parecchie cose interessanti. Vi copio alcuni degli appunti che non ci stanno in questo post:

  • Lean canvas board: se siete founder, create la vostra lean canvas board e poi passate mezzora a leggere quella degli altri. Il modello di business deve essere chiaro e coerente a tutti quanti. Fondere le canvas board aiuta a creare lo spirito aziendale e condividere le informazioni fra chi dovrà portare avanti l’impresa.
  • monetizzare: l’obiettivo in Italia e in Europa deve essere monetizzare, quindi partire dall’identificazione degli utenti, dando loro nome e cognome, identificate quali azioni compiranno all’interno della futura piattaforma.
  • interviste: andate a intervistare i possibili clienti così capirete se l’idea funziona. Identificate il problema che hanno e perché ce l’hanno
  • esperienza: non potete lavorare su un’idea o un tema di cui non sapete nulla. Discutete sempre la vostra idea con gli esperti di quel settore. Lavorate sul model storming per far emergere i casi limite.
  • concretizzare: create una rappresentazione grafica su cui appiccicare le user story definite.
  • kanban board: usate una kanban board per determinare le cose da fare, identificare quante ne potete fare e avere una chiara idea di quello che avete portato a termine.
  • cerchio magico: ecco le parole del cerchio magico: prendi l’idea, impara, migliora, costruisci qualcosa, scrivi codice, misura (sempre).