Il gesso potrebbe essere soltanto un ricordo del passato, grazie a Deniz Karasahin che ha realizzato un tutore per sostituirlo: è stampato in 3D e s’indossa come un guanto. Fra i vincitori del A’ Design Award 2013, il più grande concorso del settore, Osteoid è un presidio medico-chirurgico innovativo che può essere connesso a un dispositivo LIPUS a ultrasuoni per ridurre i tempi di recupero fino all’80%. È stata davvero un’ottima idea che trasforma l’ingessatura in un oggetto di design personalizzabile nella forma e nei colori.

Come i dieci progetti open hardware che abbiamo già citato, anche Osteoid può cambiare la vita delle persone: portare il gesso – per quanto non sia fra le peggiori seccature – può essere invalidante, specie a scuola o al lavoro. Ridurre i tempi di guarigione e adottare dei presidi più leggeri è un’opportunità che innova le tecniche medicali. Certo, non è un oggetto da stampare in 3D da sé con una piccola stampante domestica (vedi gallery) e perciò è necessario l’interesse delle multinazionali farmaceutiche perché abbia successo.

Karasahin è un designer d’origine turca, però anche gli Italiani sono molto attivi nel settore: dbGLOVE – il guanto per aiutare la comunicazione coi sordo-ciechi – è un perfetto esempio d’innovazione della pratica medica, applicabile alla vita di tutti i giorni. Le novità della stampa 3D raggiungono diversi ambiti, nonostante dubiti che questa “rivoluzione” avrà un effetto sul mainstream. Non penso che avremo una stampante tridimensionale in tutte le case, ma neppure che sia necessario. I maker devono essere degli imprenditori.