Possiamo dire che il Codemotion 2013 sia stato un trionfo di open source? Si, credo che possiamo dirlo. E personalmente uno dei progetti che ho apprezzato di più, sia per la simpatia dei portavoce che per l’effettiva apertura e genuinità, è stato proprio quello di Kentstrapper: la stampante 3D Kentstrapper Galileo infatti è stata tutti i due giorni a stampare ruote, bielle, fischietti, coni del traffico. Per me sinceramente, che delle stampanti 3D avevo visto solo applicazioni fantasmagoriche, è stato illuminante vedere che effettivamente questa tecnologia non solo funziona, ma può divertire molto e stimolare la creatività.

Non solo: Lorenzo Cantini, che conosco già da diverso tempo, durante la presentazione della stampante ha anche svelato la nuova Kentstrapper, ancora senza nome, con materiali notevoli (migliori della Galileo) e con doppio estrusore per stampare oggetti bicolori. Durante lo speech, molto convincente, ho avuto idee su idee per tramutare in realtà fantasie che avevo avuto da piccolo, o semplici progetti venutimi in mente sul momento. Che significa questo? Che siamo davanti ad un nuovo modo di concepire la fruizione degli oggetti, e la produzione degli stessi.

Il costo? Meno di un iPhone, mi racconta Lorenzo davanti al loro stand, mentre mi regala un fischietto appena stampato con questa macchina delle meraviglie: con qualche centinaio di euro (intorno ai 600) ci si porta a casa la Kentstrapper Galileo, e con circa 40 euro abbiamo anche una bobina di materiale per la stampa discretamente durevole. Per il nuovo modello il prezzo sarà superiore, invece, ma a fronte dei materiali migliori e del doppio estrusore sicuramente la spesa è giustificata. Un esempio, quello di Kentstrapper, di come l’innovazione possa (e debba) essere anche hardware, più che software, come la Google TV di cui abbiamo già parlato.