Faccio una premessa: io ho delle pregiudiziali sui servizi come Squarespace, perché suggeriscono che i web designer non servano più. Creare un sito in cinque minuti equivale a pentirsene poco dopo, secondo me. Eppure, provando il trial della piattaforma non sono rimasto del tutto deluso. Squarespace permette di creare layout responsivi, in HTML5 e JavaScript, davvero accattivanti. Se non foste preoccupati dell’impatto a livello di Search Engine Optimization (SEO) o dell’accessibilità delle pagine, potreste utilizzarlo comunque.

È possibile, ad oggi, ignorare la SEO e l’accessibilità? Secondo me, no ed è per questo che “combatto” quotidianamente nell’affermare l’importanza dei professionisti. Detto ciò, se l’intenzione è quella di creare un sito personale senza troppe pretese, Squarespace è eccellente. Gli elementi delle pagine sono trascinabili col dragndrop, il servizio ha un Content Management System (CMS) per pubblicare interventi sul blog, la registrazione del dominio è gratuita e immediata per gli iscritti. Squarespace è a pagamento, ovviamente.

Buona la gestione delle statistiche, pessima l’indentazione del codice: molte delle stringhe sono in JavaScript, inserite direttamente sulle pagine web. Non dovrebbe essere così, per una serie di ragioni. Squarespace prevede una funzione per l’eCommerce, ma soltanto vendendo negli Stati Uniti o in Canada. È sicuro? Abbastanza, a quanto ho potuto vedere. Lo consiglio? No, se non siete delle fashion blogger alle prime armi. Perché il web non è fatto per i principianti e gestire un business con Squarespace sarebbe davvero ridicolo.

Perché sostengo che l’infrastruttura sia eccellente, ma sottolineo che potreste pentirvi della scelta? Lasciamo perdere le questioni più tecniche, come la corruzione del codice che ho potuto verificare già nei sorgenti di Squarespace. Se avete un esercizio commerciale, il servizio non adempie agli obblighi di legge: dovreste inserire manualmente le informazioni richieste dallo Stato e rivolgervi a un professionista per sapere quali siano. Inoltre, esclusa la connessione a una pagina su Facebook, non amministra i social network.

Volete essere tracciati sulle mappe geografiche delle app? Non utilizzate Squarespace, perché dovreste contattare personalmente Google e/o Nokia per essere inclusi – un procedimento che richiede fino a sei settimane, non cinque minuti. Dovete gestire un profilo su TripAdvisor? Idem. Un web designer è chiamato a occuparsi di tutte queste operazioni, che il servizio non può gestire. Il sito è giusto una “vetrina” e Squarespace è migliore di altre soluzioni per realizzarlo, però non è affatto paragonabile a un lavoro professionale.

Potrei dilungarmi sull’assenza del supporto ai Rich Snippet di Google – essenziali per il posizionamento nei motori – o sull’impossibilità di modificare alcuni aspetti della configurazione del server che migliorano il caching delle pagine. Molti colleghi “improvvisati” le ignorano e, a queste premesse, Squarespace può sostituirli al meglio. Assumere un incapace, insomma, sarebbe più deleterio che utilizzare questo servizio. Se non avete grandi ambizioni e volete pubblicare un blog personale… è perfetto. Se avete un’azienda, no.